Artisti Sublime e Profano

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ANTICOLI CORRADO 20 E 21 OTTOBRE 1990
FESTA DI SAN LUCA – PATRONO DEGLI ARTISTI

con il patrocinio di:
Comune Anticoli Corrado – Proloco Anticoli Corrado

Un momento di incontro particolare con l’arte: sublime e  profano per la realizzazione di un’unica celebrazione, di una sola festa.

In occasione della ricorrenza di San Luca, patrono degli artisti, la  città  di  Anticoli Corrado  ha,  infatti,  voluto  dedicare all’arte  una  kermesse  lunga due giorni durante i quali  arti visive,  teatro di strada ed artigianato si sono mescolati  lungo le strade del paese.

Le antiche tradizioni culturali ed artistiche fanno tutt’oggi  di Anticoli un paese famoso in tutta Europa per la sua creatività e vivacità intellettuale:  basti  pensare ai  modelli  che  hanno diffuso  il  mito  della bellezza selvaggia  di  queste  montagne alberate, ai pittori sedotti dall’antica struttura del paese  che discende verso l’Aniene ed ai poeti che lo hanno abitato.

Patria e rifugio di artisti, musicisti e letterati (la tradizione anticolana  conta  nomi  illustri  come  Arturo  Martini,   Oskar Kokoshka,  Fausto Pirandello, Alejandro  Kokocinski,  Pasquarosa, Bertoletti,  Leppanen ed Alberti), Anticoli resta ancora oggi  un paese  magico,  immerso  in una natura  primordiale  e  ricco  di sorprese e scoperte  (monumenti, chiese, fontane, portali, etc.).

In questa sorta di luogo ideale, la festa del 20 e 21 ottobre  si e’  proposta  come un momento di gioco, scambio e  pulsazione  di vita riempiendo le strade, i vicoli e le piazze ed ha  annientato il confine fra spettacolo e spettatore: tutto si e’ infatti  fuso in  un nucleo aperto ad accogliere le capacità e  le  esperienze artistiche di tutti i partecipanti.

Dal  suonatore  di zampogna (mitico  personaggio  anticolano)  ai musicisti,  ai trampolieri ed ai danzatori che si  sono  esibiti, tutti  hanno  contribuito a coinvolgere il pubblico con  le  loro spettacolazioni, le loro improvvisazioni ed i loro giochi,  dando  un  risalto  ancor più vivace e  colorato  all’interessantissima mostra  mercato  di arte contemporanea  parallelamente  allestita nella Sala Comunale e nella galleria dell’associazione  culturale “L’Arca  di  Corrado”, grazie all’inesauribile  verve  vitale  di Birgitt M. Starp.

La mostra che vede esposte, fra le altre, opere di Pino  Tabacco, degli  Artisti  del  Circolo  Scandinavo,  di  Nino  Pollini,  di Slisabeth Trondhejem, Belisario Mancini, Yolande Descombes,  Ezio Donati,  Marco  M.  Sorbello,  Henrik  Jorgensen,  Jean  Francois Marcomeni,  Monika  Hamann,  Mattia Mattias e  John  Marks  sarà aperta fino al 28 ottobre proponendo pittura, scultura e grafica. Per   i  loro autori e’ stato, inoltre, istituito un  premio  che sara’  assegnato  da  una  giuria  composta  da  G.  Novelli,  G. Recupero,  P. Bertoletti, B. Caruso, P.L. Pirandello,  R.  Sofia-Moretti ed Isabella Peroni.

Nei due giorni di festa, Anticoli ha anche visto nelle sue strade la  partecipazione  di un gruppo di artigiani  del  cuoio,  della ceramica  e dell’ argento che hanno creato un colore  ancor  più definito   contribuendo  anche  alla  riscoperta  del  patrimonio artistico e paesaggistico dell’intera vallata dell’Aniene.

Gli Artisti

  • VINCENZO COZZI   trampoliere
  • FRANCO E MANOLA  musica country
  • ACQUARAGIA  gruppo musicale
  • ROBERTO PEDRONI musicista  jazz
  • STRADARTE artisti di strada e buskers
  • GIOVANNI PAYOLA  mimo

Primo Viaggio Laboratorio Teatrale 1990 – 1991

Un  viaggio – laboratorio teatrale è una formula  di  studio  e ricerca  che  va oltre la conoscenza e  l’apprendimento  di  pure tecniche di lavoro.
Rappresenta l’incontro con un’altra  cultura, il  contatto quotidiano con persone sconosciute che si trovano  a vivere  un’esperienza collettiva, la possibilità di  raggiungere un arricchimento personale.

Il  progetto The Way to the Indies ha scelto come meta  dei  suoi viaggi  – laboratorio l’India, ed in particolare il Bengala Occidentale,  una regione ancora poco conosciuta, ma densa di di fermenti culturali di ogni tipo.

Suddiviso  in diversi tipi di esperienze, il progetto ha come nucleo centrale il Source’s research Workshop, ovvero un seminario basato su tecniche di attenzione, silenzio ed osservazione,   rese  ancora  più  penetranti   dall’inserimento all’interno di una cultura ciclica come quella indiana.

Il  lavoro, infatti, si svolge all’esterno, scorre con  il  ritmo del giorno e della notte e questo diventa presto un’abitudine che sembra scaturire direttamente dal proprio centro.

Condotto  da Abani Biswas, collaboratore di Jerzy  Grotowski  nel Teatro   delle   Sorgenti,   il   seminario   si   avvale   della collaborazione dei Baul, sacri musicisti nomadi del Bengala e  di alcuni  maestri di danza scelti fra i piu’ rappresentativi  delle tradizioni indiane.

La  giornata  si  apre  all’alba con  un  concerto  di  preghiere mattutine  tenute  dai  Baul, tradizionali  custodi  di  messaggi iniziatici,  che  costituisce un momento di confronto  unico  per comprendere questo tipo di spiritualità.

Il  secondo momento di lavoro è collettivo: un esercizio  fisico le   cui  azioni  sono  basate  su  tecniche  provenienti   dalle tradizioni  delle più diverse culture e che mirano a  sviluppare ed accrescere la capacità di osservazione e di concentrazione di ognuno.

C’è  poi  una terza fase di lavoro  maggiormente  dedicata  alla danza,  al  ritmo ed al rapporto con lo spazio. Qui  i  danzatori Chhau della Purulia insegnano  i  movimenti  fondamentali della  loro danza acrobatica  che proviene  da  un’antica arte marziale e che  viene  rappresentata indossando  delle gigantesche e stupende maschere  che  tramutano ogni danzatore nel dio, nell’eroe o nel demone interpretato.

La  quarta fase del lavoro si svolge al tramonto del sole e  può essere  considerata individuale, anche se vi  partecipa  l’intero gruppo.

La  giornata si conclude con un altro concerto dei Baul,  durante il quale può capitare di unirsi spontaneamente ai canti.

Infine, punto fermo del viaggio – laboratorio è la Joy Deb Mela, il  più  importante festival Baul che si svolge  nei  primi  tre giorni  di luna nuova di gennaio a Kenduli, la patria  del  poeta medievale Joy Deb, autore del Gitagovinda ed ispiratore di  tutti i cantori Baul.

Qui  i “folli di Dio” (cosi’ sono chiamati questi  musici  nomadi nel  loro  paese) si ritrovano a centinaia e  cantano  e  suonano ininterrottamente per tre lunghi giorni ed altrettante notti. Capaci di  stabilire  con  il pubblico  una corrente di comprensione, i cantori Baul trasmettono un  messaggio fondamentale,  ovvero  quello  della  ricerca  di  Maner   Manus, l’essere  divino  che  è in ognuno di noi .

(le foto sono di Ivan Meacci)