Paesaggi Indiani di Primavera

paesaggiprimavTorna la rassegna dedicata all’India e alla scoperta di una cultura fra le più dense ed affascinanti del mondo.

Inaugura la rassegna lo spettacolo Oltre la Forma di e con Paolo Pacciolla e Anna Luisa Spagna. Teatrodanza di ispirazione indiana (la coreografa ha studiato a lungo in India la danza Chhau di Seraikella, sconosciuta e bellissima) con musiche originali e maschere costruite appositamente. Lo spettacolo è dedicato agli Elementi ed all’armonia dell’universo.

Sarà poi la volta del Concerto di Musica Indiana con Amin Khan ed il suo gruppo nel quale verranno proposte le musiche tradizionali del Bengala, i canti di Tagore ed altre musiche del folklore dell’India nord-ovest.

Verena Klameth presenterà uno spettacolo di Danza classica Baratha Natyam la danza elegante ed espressiva legata al linguaggio dei gesti (mudra) ed alla spiritualità.

Seguirà la Danza Chhau di Seraikella una dimostrazione-spettacolo con Anna Luisa Spagna  sull’antica danza tribale legata alla natura, con maschere e pantomima.

Incontro con le Tradizioni dell’India. Mr. Shantanu Mathur intratterrà il pubblico con una conferenza spettacolo sulla musica dell’ India del Nord comparata alla musica occidentale. La sua lecture sarà accompagnata da musica e da alcune danze popolari tradizionali danzate dalle donne della comunità indiana a Roma.

Concerto di Musica Indiana con Gianni Ricchizzi (sitar) e Nino Lal (tabla) ci condurrà fra le emozioni della natura e i ritmi della vita con i raga della musica del sentiero spirituale.

Infine lo Spettacolo di Danza Odissi grazie al quale Ileana Citaristi ci riporterà fra i templi delle devadasi con una danza raffinata ed elegante che racchiude in sé un’affascinante combinazione di spiritualità ed erotismo.

Nel corso della rassegna sarà allestita una mostra di collages di Paolo Pacciolla intitolata Le Metamorfosi che utilizza materiali provenienti dai viaggi in oriente dell’ artista e carta costruita sa lui stesso con uno speciale procedimento.

 

Paesaggi Indiani

LOCINDDall’ 11 al 19 ottobre, Argillateatri ospita una rassegna di musica, danza, yoga, video, foto, cucina e tradizioni culturali dall’India

Ecco gli spettacoli proposti:

CONCERTO DI MUSICA CLASSICA DELL’INDIA DEL NORD
con Gianni Ricchizzi – sitar
Nino Lal – tabla

DANZA CLASSICA KATHAK dell’ INDIA DEL NORD
eseguita dal maestro Sri May
accompagnamento musicale dal vivo
Gianni Ricchizzi – sitar
Nino Lal – tablao

 

SIDDHARTA DEL FIUME
spettacolo teatrale di Luigi de’ Navasques

LO YOGA DELL’ ENERGIA HATA – NADA – MANTRA YOGA
Roberto Mattei: l’ incontro con lo yoga del corpo e della mente
Nino Lal: la scoperta dei suoni trascendentali e dell’antico canto Dhrupad

DANZA CLASSICA BHARATA NATYAM dell’ INDIA DEL SUD
presentata da Roberta Arinci

Sono inoltre previsti i seguenti incontri aperti alla partecipazione attiva degli spettatori.<
È consigliabile portare abiti comodi:

venerdi 11 ottobre 1996 – ore 17.00 – 19.00
NINO LAL e GIANNI RICCHIZZI: l’approccio strumentale alla musica indiana,  un percorso attraverso i ritmi e le note.

domenica 13 ottobre 1996 – ore 18.00 – 20.00
SHRI MAY: l’estasi d’amore rivelata, una danza antica la scoperta del ritmo dentro e fuori di sè.

giovedi 17 ottobre 1996 – ore 18.00 – 20.00
ROBERTA ARINCI: nel cuore della “preghiera danzata” , approccio all’eleganza ed all’espressività della danza classica indiana.

La rassegna ospiterà anche delle attività continuative:

  • L’INDIA IN CUI HO VISSUTO
    Mostra fotografica di IVAN MEACCI fotoreporter internazionale

    Le foto provengono da un lavoro di ricerca su alcuni aspetti poco conosciuti dell’India:
    KENDULI BAUL MELA – il festival annuale dei  “Folli di Dio”, i menestrelli erranti del Bengala, la cui spiritualità si esprime attraverso la musica.
    KUMBHA MELA – il più grande raduno spirituale dell’ India. Incontri  con asceti, sadhu, uomini e donne nelle quattro città sante dell’induismo.

  • VIDEO DI DANZA E TEATRO
    tutti i giorni proiezioni continuate dalle ore 17.00.
  • I CANTASTORIE PATUA
    mostra dei “rotoli dipinti” mediante i quali gli ultimi cantastorie del Bengala portano l’attualità e le leggende nei paesi e nelle campagne.
  • CUCINA TIPICA INDIANA
    snack dolci e salati, lassi (bevanda di yogurt dolce, salata o speziata), chai (il famoso tè indiano)

 

 

 

 

 

 

 

Concerto di musica Dhrupad con Amelia Cuni

ameliacuniIl canto Dhrupad è considerato l’espressione musicale più classica dell’India del Nord.

Originariamente legato alla recitazione dei Veda ed alla pratica del suono come meditazione, nel corso dei secoli si è arricchito degli apporti di varie tradizioni autoctone.

Fiorito nelle corti Moghul e nei templi induisti attorno al XVI secolo, il canto Dhrupad rappresenta la struttura portante del sistema dei Raga (modi musicali) e si rifà ai principi classici dell’estetica musicale hindustani.

Negli ultimi due secoli il Dhrupad è andato via via declinando, soppiantato dal più ornato e secolare stile Khyal ed oggi sono pochissimi i musicisti che ne sono maestri, quasi tutti appartenenti a famiglie che si tramandano questa conoscenza da generazioni.

 

Uno spettacolo di Dhrupad consiste in un Alap, una sorta di preludio improvvisato che, attraverso l’elaborazione ritmica e melodica della composizione, introduce al Raga, e da alcuni testi poetici quasi sempre di carattere mistico e devozionale.
Questi ultimi, generalmente tratti dai Dhrupad Tala, sono spesso di grande bellezza e profondità e vengono eseguiti -secondo lo stile indiano- con improvvisazioni, variazioni ed abbellimenti che aumentano la complessità del canto.

Le composizioni sono generalmente accompagnate dal tamburo pakhawaj che, con il suo suono profondo, arricchisce di significato il tessuto ritmico.

AMELIA CUNI ha iniziato lo studio della musica indiana nel 1978 con il canto Khyal e le percussioni Tabla a New Delhi. Nel 1980 è stata invitata a seguire i corsi della Sangeet Research Academy (scuola di specializzazione per cantanti) a Calcutta dove ha incontrato il maestro R. Fahimuddin Dagar dal quale ha appreso le tecniche vocali ed i fondamenti musicali dello stile Dhrupad.
Successivamente ha studiato a Delhi con Dilip Chandra Vedi e con Vidur Malik (scuola Dhrupad di Darbhanga) a Vrindavan dove si è impegnata nelle attività della scuola di Dhrupad.
Nel 1983 ha iniziato lo studio della danza Kathak (stile che si è sviluppato nello stesso ambiente culturale del Dhrupad) con Manjushri Chatterjee.

Amelia Cuni con la sua attività in India e nell’occidente cerca di contribuire alla diffusione di questo genere musicale che meglio incarna gli ideali estetici e spirituali della cultura classica indiana.

I Baul del Bengala. Una realtà musicale.

ivanlocandina.jpgQuesta   mostra   propone  un  incontro  con  la   cultura   Baul (estremamente  rappresentativa  della  vita  rurale  del  Bengala Occidentale)  attraverso  la proposizione di immagini, musiche  e commenti  che  prendono  in  considerazione  l’ambiente  (templi, rapporto  con  la  comunità,  pratiche  spirituali, etc.);  la  musica (ascolto di brani registrati, testi e loro significati); le feste (rapporto tra musica e festa, i festival più noti).

Il materiale esposto proviene dalla ricerca portata avanti da The Way to the Indies e dunque si  tratta di  immagini  che  indagano  e  testimoniano, riconoscono   e  rappresentano  la  realtà  di   un’espressione artistica che è poi anche uno stile di vita.

Il percorso è organizzato con una esposizione di circa 20 fotografie su pannelli che illustrano alcuni momenti della vita e della musica dei Baul. Un commento a queste fotografie introduce alla comprensione di questo fenomeno culturale prettamente bengalese.

Lungo il percorso saranno inoltre esposti alcuni strumenti musicali propri della comunità Baul e sarà proiettata una breve serie di diapositive in modo di ampliare  le  informazioni già ricevute  lungo  il  percorso fotografico.

In sottofondo una  registrazione  sonora  di canzoni Baul, accompagnerà i visitatori della mostra.

Artisti Sublime e Profano

anticoli loc.jpg

ANTICOLI CORRADO 20 E 21 OTTOBRE 1990
FESTA DI SAN LUCA – PATRONO DEGLI ARTISTI

con il patrocinio di:
Comune Anticoli Corrado – Proloco Anticoli Corrado

Un momento di incontro particolare con l’arte: sublime e  profano per la realizzazione di un’unica celebrazione, di una sola festa.

In occasione della ricorrenza di San Luca, patrono degli artisti, la  città  di  Anticoli Corrado  ha,  infatti,  voluto  dedicare all’arte  una  kermesse  lunga due giorni durante i quali  arti visive,  teatro di strada ed artigianato si sono mescolati  lungo le strade del paese.

Le antiche tradizioni culturali ed artistiche fanno tutt’oggi  di Anticoli un paese famoso in tutta Europa per la sua creatività e vivacità intellettuale:  basti  pensare ai  modelli  che  hanno diffuso  il  mito  della bellezza selvaggia  di  queste  montagne alberate, ai pittori sedotti dall’antica struttura del paese  che discende verso l’Aniene ed ai poeti che lo hanno abitato.

Patria e rifugio di artisti, musicisti e letterati (la tradizione anticolana  conta  nomi  illustri  come  Arturo  Martini,   Oskar Kokoshka,  Fausto Pirandello, Alejandro  Kokocinski,  Pasquarosa, Bertoletti,  Leppanen ed Alberti), Anticoli resta ancora oggi  un paese  magico,  immerso  in una natura  primordiale  e  ricco  di sorprese e scoperte  (monumenti, chiese, fontane, portali, etc.).

In questa sorta di luogo ideale, la festa del 20 e 21 ottobre  si e’  proposta  come un momento di gioco, scambio e  pulsazione  di vita riempiendo le strade, i vicoli e le piazze ed ha  annientato il confine fra spettacolo e spettatore: tutto si e’ infatti  fuso in  un nucleo aperto ad accogliere le capacità e  le  esperienze artistiche di tutti i partecipanti.

Dal  suonatore  di zampogna (mitico  personaggio  anticolano)  ai musicisti,  ai trampolieri ed ai danzatori che si  sono  esibiti, tutti  hanno  contribuito a coinvolgere il pubblico con  le  loro spettacolazioni, le loro improvvisazioni ed i loro giochi,  dando  un  risalto  ancor più vivace e  colorato  all’interessantissima mostra  mercato  di arte contemporanea  parallelamente  allestita nella Sala Comunale e nella galleria dell’associazione  culturale “L’Arca  di  Corrado”, grazie all’inesauribile  verve  vitale  di Birgitt M. Starp.

La mostra che vede esposte, fra le altre, opere di Pino  Tabacco, degli  Artisti  del  Circolo  Scandinavo,  di  Nino  Pollini,  di Slisabeth Trondhejem, Belisario Mancini, Yolande Descombes,  Ezio Donati,  Marco  M.  Sorbello,  Henrik  Jorgensen,  Jean  Francois Marcomeni,  Monika  Hamann,  Mattia Mattias e  John  Marks  sarà aperta fino al 28 ottobre proponendo pittura, scultura e grafica. Per   i  loro autori e’ stato, inoltre, istituito un  premio  che sara’  assegnato  da  una  giuria  composta  da  G.  Novelli,  G. Recupero,  P. Bertoletti, B. Caruso, P.L. Pirandello,  R.  Sofia-Moretti ed Isabella Peroni.

Nei due giorni di festa, Anticoli ha anche visto nelle sue strade la  partecipazione  di un gruppo di artigiani  del  cuoio,  della ceramica  e dell’ argento che hanno creato un colore  ancor  più definito   contribuendo  anche  alla  riscoperta  del  patrimonio artistico e paesaggistico dell’intera vallata dell’Aniene.

Gli Artisti

  • VINCENZO COZZI   trampoliere
  • FRANCO E MANOLA  musica country
  • ACQUARAGIA  gruppo musicale
  • ROBERTO PEDRONI musicista  jazz
  • STRADARTE artisti di strada e buskers
  • GIOVANNI PAYOLA  mimo

Primo Viaggio Laboratorio Teatrale 1990 – 1991

Un  viaggio – laboratorio teatrale è una formula  di  studio  e ricerca  che  va oltre la conoscenza e  l’apprendimento  di  pure tecniche di lavoro.
Rappresenta l’incontro con un’altra  cultura, il  contatto quotidiano con persone sconosciute che si trovano  a vivere  un’esperienza collettiva, la possibilità di  raggiungere un arricchimento personale.

Il  progetto The Way to the Indies ha scelto come meta  dei  suoi viaggi  – laboratorio l’India, ed in particolare il Bengala Occidentale,  una regione ancora poco conosciuta, ma densa di di fermenti culturali di ogni tipo.

Suddiviso  in diversi tipi di esperienze, il progetto ha come nucleo centrale il Source’s research Workshop, ovvero un seminario basato su tecniche di attenzione, silenzio ed osservazione,   rese  ancora  più  penetranti   dall’inserimento all’interno di una cultura ciclica come quella indiana.

Il  lavoro, infatti, si svolge all’esterno, scorre con  il  ritmo del giorno e della notte e questo diventa presto un’abitudine che sembra scaturire direttamente dal proprio centro.

Condotto  da Abani Biswas, collaboratore di Jerzy  Grotowski  nel Teatro   delle   Sorgenti,   il   seminario   si   avvale   della collaborazione dei Baul, sacri musicisti nomadi del Bengala e  di alcuni  maestri di danza scelti fra i piu’ rappresentativi  delle tradizioni indiane.

La  giornata  si  apre  all’alba con  un  concerto  di  preghiere mattutine  tenute  dai  Baul, tradizionali  custodi  di  messaggi iniziatici,  che  costituisce un momento di confronto  unico  per comprendere questo tipo di spiritualità.

Il  secondo momento di lavoro è collettivo: un esercizio  fisico le   cui  azioni  sono  basate  su  tecniche  provenienti   dalle tradizioni  delle più diverse culture e che mirano a  sviluppare ed accrescere la capacità di osservazione e di concentrazione di ognuno.

C’è  poi  una terza fase di lavoro  maggiormente  dedicata  alla danza,  al  ritmo ed al rapporto con lo spazio. Qui  i  danzatori Chhau della Purulia insegnano  i  movimenti  fondamentali della  loro danza acrobatica  che proviene  da  un’antica arte marziale e che  viene  rappresentata indossando  delle gigantesche e stupende maschere  che  tramutano ogni danzatore nel dio, nell’eroe o nel demone interpretato.

La  quarta fase del lavoro si svolge al tramonto del sole e  può essere  considerata individuale, anche se vi  partecipa  l’intero gruppo.

La  giornata si conclude con un altro concerto dei Baul,  durante il quale può capitare di unirsi spontaneamente ai canti.

Infine, punto fermo del viaggio – laboratorio è la Joy Deb Mela, il  più  importante festival Baul che si svolge  nei  primi  tre giorni  di luna nuova di gennaio a Kenduli, la patria  del  poeta medievale Joy Deb, autore del Gitagovinda ed ispiratore di  tutti i cantori Baul.

Qui  i “folli di Dio” (cosi’ sono chiamati questi  musici  nomadi nel  loro  paese) si ritrovano a centinaia e  cantano  e  suonano ininterrottamente per tre lunghi giorni ed altrettante notti. Capaci di  stabilire  con  il pubblico  una corrente di comprensione, i cantori Baul trasmettono un  messaggio fondamentale,  ovvero  quello  della  ricerca  di  Maner   Manus, l’essere  divino  che  è in ognuno di noi .

(le foto sono di Ivan Meacci)