È stata una giornata dedicata alle parole e alla pace l’Anteprima della Giornata Mondiale della Pace che abbiamo realizzato a Genzano di Roma in occasione della XXX Festa del Pane, una vera e propria kermesse dei prodotti naturali locali.

Grazie all’accoglienza del Comune, abbiamo portato una nuova esperienza nel cuore della storia di questo splendido paese, condividendo parole e scambiando creatività.

La mattina, in Via Bruno Buozzi, i nostri due tavoli con matite, pennarelli, penne, post it, fogli colorati, nuvolette, colla e parole ritagliate dai giornali, sono stati il punto di incontro di molti adolescenti e bambini più piccoli che si sono dedicati alle parole, le hanno lasciate libere e spesso ci hanno sorpresi.

C’erano scatole, secchielli e scatolette per metterci dentro parole lente, parole pesanti, parole in ascolto, parole che salvano, parole veloci, parole leggere, pensieri da eliminare; c’erano dei contenitori con parole positive, negative e ambivalenti, c’era la colla per fare collages di parole, per creare nuovi pensieri e nuove frasi.

Hanno inventato di tutto, sempre più coinvolti e curiosi ed alla fine tutti i loro lavori sono andati a decorare il totem alto tre metri che s’innalzava a fianco della fontana. Ma, non contenti, i ragazzi hanno anche scritto sulla carta che rivestiva la struttura regalando ai passanti un vero monumento alla poesia per la pace.

Il pomeriggio, all’Auditorium dell’Infiorata, nonostante le molteplici offerte della Festa, si è radunato un piccolo, ma interessatissimo gruppo di amanti della poesia.

Per iniziare gli attori Ivan Cozzi e Mauro Vizioli  hanno proposto una sorta di “meditazione” sulla pace, fra suoni antichi e silenzio alla quale sono seguiti i canti Baul dall’India con il musicista e cantante Kalipada Adhikary e il musicista Rakibul Hasan.

I poeti, poi, ci hanno lasciato con innumerevoli nuovi orizzonti: Antonietta Tiberia con la sua poesia dedicata ad Ailan, il bimbo ritrovato sulla spiaggia e che per un periodo, purtroppo breve, è stato considerato il simbolo delle migrazioni cruente; Anna Maria Curci con la sua Lettera ad Angela che, appena ascoltata la notizia del femminicidio, ha voluto dedicare alla poetessa Angela Ferrara uccisa da suo marito.
Maria Grazia Calandrone, invece, ci ha portati – come in un vortice – dentro il senso profondo della sua poesia: breve, forte, tagliente, vitale.

Ci sono poi state le prose delle scrittrici Cetta De Luca e Laura Costantini. L’una a parlare di felicità, l’altra di ricerca della pace come fosse l’avventura del Graal. E, infine, Francesco Randazzo con la sua poesia graffiante e aggressiva come gli orrori narrati, senza concedere nulla, costringendo all’ascolto denso di domande.

Bellissimo l’intervento di Odeh Amarneh, poeta palestinese abitante a Genzano che ci ha letto una poesia di Yousef Al-Mahmoud da lui tradotta ed un sua lirica d’amore e di speranza.

La Pace ha vie straordinarie per insinuarsi nella vita, ha infiniti richiami, ha parole sconosciute che, a Genzano, sono diventate una festa.

 

 

ANTEPRIMA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 2018
POESIE PER LA PACE 
Alla XXX^ Festa del Pane

15 settembre 2018
Via Bruno Buozzi ore 10:30
Museo Etnografico e Auditorium dell’Infiorata ore 17:00

ingresso libero

locandina pxp genzano 18 copiaPanePoesia, Pace. Le tre P che portano condivisione, nutrimento e umanità.

Siamo partiti dalla XXX Festa del Pane di Genzano di Roma, per proporre un’anteprima speciale dell’edizione di Poesie per la Pace del 2018.

Poesie per la Pace, nata nel 2012 è una manifestazione internazionale ideata in collaborazione con la coalizione globale delle associazioni non profit che partecipano il 21 settembre alla celebrazione della Giornata Mondiale della Pace ideata dalla ong Peace one day  e istituita dall’ONU nel 2002.

La Festa del Pane è festa di condivisione, di tradizioni, di saperi antichi, di natura; il contenitore ideale per accogliere altrettanti sentimenti simili che da ormai sette anni proponiamo con le Poesie per la Pace.

«Il fine resta sempre quello di parlare di Pace, anche quando non ce ne sono i presupposti, anche quando si dimenticano le celebrazioni, marce, i libri, le guerre stesse.» afferma Isabella Moroni, organizzatrice della manifestazione assieme a Ivan Vincenzo Cozzi, Presidente dell’Associazione The Way to the Indies – Argillateatri e regista dell’evento. E aggiunge: «Perché basta parlarne per renderla reale. Infatti, quando si nomina una cosa, un oggetto, un sentimento, uno stato d’animo, un desiderio, etc., questo si concretizza ogni volta un po’ di più. Perché incontra un ascolto, dei pensieri, a volte una condivisione, una lettura, o solo un momento di piacevolezza».

 Parlare di pace attraverso la poesia, scriverla, leggerla, pubblicarla sul web (ma anche sui muri), diffonderla, perdercisi per qualche istante, riflettere, meravigliarsi, tornare indietro a quando scrivevamo pensieri d’amore… contribuisce a rendere più concreta questa Pace benedetta anche solo nel nostro piccolo mondo.

Perché è vero che: “la pace cerca luoghi ove insediarsi, la pace chiede strade, piazze ed anime dove fermarsi. La poesia, a sua volta, è incontenibile, esce dalla penna o dalla tastiera e si moltiplica, sfugge, si annida e celebra ogni cosa che tocca.

Poesie per la Pace è un progetto di cultura di pace in progress che cerca di coinvolgere sempre più persone, più luoghi, più arti.

È uno dei percorsi di volontariato di Argillateatri; percorsi che che non sono mai (solo) sostegno e carità, ma che vogliono essere modi per ricominciare a proporre momenti e luoghi di incontro o anche solo per accogliere e scambiare idee, pensieri, poesie, fotografie, disegni o qualsiasi altra forma di arte e partecipazione.

Sabato 15 settembre saremo a Genzano di Roma con due iniziative.

La mattina alle 10,30 in Via Bruno Buozzi (di fronte alla Piazza principale) apriremo uno spazio di scrittura estemporanea, le “Scritture di Strada“ guidato da Cetta De Luca, Isabella Moroni e Giulietta Stirati. I partecipanti troveranno carta, sassi, stoffe, , sabbia, oggetti e penne, pennarelli, matite, vernici, colori per poter scrivere il proprio messaggio di pace che poi verrà conservato e successivamente esposto.

E troveranno anche anime belle che guideranno alla scoperta delle vocazioni di pace di ciascuno nei modi più disparati.

Qui, contestualmente, si realizzerà una performance teatrale dedicata alla pace e connessa con l’attività di scrittura nella quale interverranno gli attori Mauro Vizioli, Ivan V. Cozzi e il musicista indiano Kalipada Adhikary.

Il pomeriggio, dalle 17, presso il Museo Etnologico dell’Infiorata e nell’attiguo Auditorium ospiteremo, in un reading con musica dal vivo, poeti, poetesse, attori, attrici e tutti i cittadini che desiderino leggere o mostrare il loro contributo alla pace.

È prevista la partecipazione dei poeti Maria Grazia Calandrone, Anna Maria Curci, Francesco Randazzo, Antonietta Tiberia, dei poeti di Genzano e dei Castelli Romani; degli scrittori Laura Costantini, Cetta De Luca e Simone di Matteo (finalista con Tina Cipollari della quinta edizione del reality di Rai2 Pechino Express).

Ci sarà, inoltre, la premiazione del concorso fotografico #scattidipace un piccolo rito laico e popolare di condivisione di pane, poesia e pace.

Pane, Poesia, Pace. Le tre P che portano condivisione, nutrimento e umanità.

Siamo partiti da qui, dalla XXX Festa del Pane di Genzano di Roma, per proporre un’anteprima speciale dell’edizione di Poesie per la Pace del 2018.
La Festa del Pane è festa di condivisione, di tradizioni, di saperi antichi, di natura e a noi è sembrato il contenitore ideale per accogliere altrettanti sentimenti simili che da ormai sette anni proponiamo con le Poesie per la Pace.

Il fine resta sempre quello di parlare di Pace, anche quando non ce ne sono i presupposti, anche quando si dimenticano le celebrazioni, marce, i libri, le guerre stesse.
Perché basta parlarne per renderla reale. Infatti, quando si nomina una cosa, un oggetto, un sentimento, uno stato d’animo, un desiderio, etc., questo si concretizza ogni volta un po’ di più. Perché incontra un ascolto, dei pensieri, a volte una condivisione, una lettura, o solo un momento di piacevolezza.

Parlare di pace attraverso la poesia, scriverla, leggerla, pubblicarla sul web (ma anche sui muri), diffonderla, perdercisi per qualche istante, riflettere, meravigliarsi, tornare indietro a quando scrivevamo pensieri d’amore… contribuisce a rendere più concreta questa Pace benedetta anche solo nel nostro piccolo mondo.
Perché, come diciamo sempre: “la pace cerca luoghi ove insediarsi, la pace chiede strade, piazze ed anime dove fermarsi. La poesia, a sua volta, è incontenibile, esce dalla penna o dalla tastiera e si moltiplica, sfugge, si annida e celebra ogni cosa che tocca.

Poesie per la Pace è un progetto di cultura di pace che portiamo avanti dal 2012 cercando di coinvolgere sempre più persone, più luoghi, più arti.
È uno dei percorsi di volontariato di Argillateatri; percorsi che che non sono mai (solo) sostegno e carità, ma che vogliono essere modi per ricominciare a proporre momenti e luoghi di incontro o anche solo per accogliere e scambiare idee, pensieri, poesie, fotografie, disegni o qualsiasi altra forma di arte e partecipazione.
Immaginare un’alternativa culturale che usi nuove forme di narrazione, sperimentarla, rovesciare i punti di vista, inventare nuovi modi di espressione.

Sabato 15 settembre saremo a Genzano di Roma con due iniziative.

La mattina alle 10,30 in Via Bruno Buozzi (di fronte alla Piazza principale) apriremo uno spazio di scrittura estemporanea, le “Scritture di Strada“. Troverete carta, sassi, stoffe, vetro, sabbia, oggetti e penne, pennarelli, matite, vernici, colori per poter scrivere il vostro messaggio di pace che poi verrà conservato e successivamente esposto. Troverete anime belle che vi guideranno alla scoperta delle vostre vocazioni di pace nei modi più disparati.

Il pomeriggio, dalle 17, presso il Museo Etnologico dell’Infiorata e nell’attiguo Auditorium ospiteremo poeti, poetesse, attori, attrici e persone che desiderino leggere o mostrare il loro contributo alla pace. Ci sarà la premiazione del concorso fotografico #scattidipace e ci sarà anche la musica dal vivo che accompagnerà questo rito laico e popolare di condivisione condividendo di pane, poesia e pace.

L’appuntamento successivo sarà il 21 settembre, Giornata Mondiale della Pace per un reading aperto al pubblico: Il Giardino dei Leggii che vi faremo sapere al più presto dove si svolgerà.

[Il Logo Pax Panem Poesia è opera di Lùcio Mustafà]

 

 

La grande gioia e la grande bellezza di un pubblico numeroso, interessato, ammirato, pieno di domande e di suggerimenti. Di un pubblico che s’avvicina al cancello del Palazzo del Governatorato con quasi un’ora di anticipo, che assiste alle prove, che lascia pensieri e messaggi sul grande quaderno all’ingresso.

È stato questo il clima in cui si sono svolti i quattro concerti di Musica nel Chiostro voluti dal Municipio Roma X che è stato presente, efficace, ci ha dato un supporto quotidiano ed ha apprezzato l’intera iniziativa partecipandoci ogni giorno.

La musica era bellissima, i musicisti giovani e di grande professionalità. Compositori noti e composizioni meno comuni hanno aperto un mondo di ascolto introdotto tutte le sere dal Maestro Albino Taggeo, grande affabulatore, capace di far entrare il pubblico nella musica portandolo per mano attraverso racconti, aneddoti, accenni di arie d’opera…

Ogni concerto ha avuto il suo stile e la sua particolarità, ogni serata il suo caldo e tanto odore di mare. Il ritmo dei ventagli in platea si sospendeva per far posto alla musica o alle parole che ogni sera hanno introdotto i concerti.
Sì, perché in quell’ambiente pieno di affreschi che raffigurano creature marine, dei, navi e tritoni ci siamo tutti sentiti avvolti dalle storie che hanno fatto nascere la Storia.

Così, ogni sera, Brunella Petrini, attrice di grande empatia, ha letto brani da Le metamorfosi di Ovidio o dall’Odissea di Omero, favole tradizionali del Sud ed altri racconti che hanno preparato l’ascolto attento e profondo.

Ostia è Roma, è mare, ma è anche una cittadina unica. Qui fra le profonde difficoltà e alcune sacche di dolore e degrado c’è un mondo di umanità, di sensibilità e di bellezza che può interagire con tutto il resto. Forse basta volerlo con tutto il nostro essere. Come abbiamo fatto per Musica nel Chiostro dove tutto è stato piacevole ed ha funzionato molto bene.

Noi non possiamo che ringraziare ancora una volta la Presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo, l’Assessora Silvana Denicolò che stanno creando un rapporto di fiducia fra istituzioni e popolazione, Emanuela Sirchia che ha curato la comunicazione all’interno e all’esterno con un entusiasmo travolgente; a Silvana Cabella e Cristina Zuccari che ci hanno seguiti nella parte amministrativa con dedizione e gentilezza; agli artisti e a  tutto il pubblico con il quale abbiamo potuto passare alcune ore in una delle case più accoglienti e belle del territorio.

 

9, 10, 11 e 12 agosto 2018
Chiostro del Governatorato
ore 19:00

ingresso libero


Musica nel Chiostro locandinaFra le decorazioni policrome del Chiostro del Palazzo del Governatorato di Ostia Lido i romani, i villeggianti e i turisti potranno godere quattro serate di musica dal vivo nel fresco di prima sera.

Musica nel Chiostro è una manifestazione sostenuta dal Municipio Roma X nell’ambito del programma di eventi e attività culturali denominato “Un mare di Idee: Ostiadamare”; è destinata al territorio perché si sviluppa in un luogo simbolo di Ostia, ed al contempo è aperta a nuove proposte musicali capaci di offrire, ad un pubblico variegato, l’ascolto di una musica classica che spazia in un contemporaneo delicato, arguto, divertente, che riprende tradizioni e le trasforma in un’esperienza di ascolto sempre accessibile.

«Abbiamo immaginato questi concerti come delle vere e proprie dediche alle creature marine che contraddistinguono Ostia sia nella sua storia antica che nella sua contemporaneità» afferma Ivan Vincenzo Cozzi, regista delle quattro serate e Presidente dell’Associazione The Way to the Indies – Argillateatri che ha organizzato i concerti. E aggiunge: «Per creare quel momento speciale di incontro e di fusione con la musica, proporremo, prima di ogni concerto, una lettura di un brano legato al mare e alle sue creature. Vogliamo che sia come un passaporto per iniziare un viaggio in una musica differente».

Grazie alla supervisione artistica del Maestro Albino Taggeo,  la scelta dei gruppi musicali che si esibiranno ha privilegiato professionisti, alcuni dei quali molto giovani, con un’importante storia di concerti, premi, tournée, incisioni, etc.

Nel programma si alterneranno brani noti e popolari a musiche meno conosciute, da scoprire e da gustare.
Una vera full immersion nel relax e nell’ascolto del “dopo mare”.

Si inizia il 9 agosto con Itinerari del Novecento.
Sotto la direzione del M° Albino Taggeo, l’Ensemble Pentarte formato da Bianca Fiorito (Flauto), Alessandro Soldani (Clarinetto), Guglielmo Cetto e Alessio Matrigiani (Sax contralto), Francesco Beverini (Violino) e Livia De Romanis (Violoncello) si esibiranno in un programma che spazia da  Claude Debussy ad Astor Piazzolla

Il 10 agosto  sarà la volta di Brass Music dal Rinascimento al Jazz.
L’entusiasmante e coinvolgente musica degli ottoni del Billi Brass Quintet formato da Davide Bartoni e Vincenzo Pierotti (Tromba), Gabriele Ricci (Corno), Flavio Pannacci (Trombone) e Augusto Mentuccia (Tuba) ci porterà in un percorso che partendo da Girolamo Fantini, trombettista di corte del Granduca di Toscana, a Pat Metheny, Nicola Piovani (La Vita è Bella), Ennio Moricone e Nino Rota (8 e ½).

Sabato 11 agosto sarà la volta di Musica per flauto e chitarra. Tradizione e Contaminazione.
Il Duo Amigdala formato da Gianmarco Ciampa (Chitarra classica) e Bianca Fiorito (Flauto Traverso), ci porterà alla scoperta di quegli autori che hanno dato vita ad una perfetta integrazione tra realtà culturali diverse, conservando, però, gli elementi propri di ciascuna. Francis Poulenc, Béla Bartok, Astor Piazzolla, Mario Castelnuovo-Tedesco saranno i musicisti-guida di questo viaggio fra le culture.

Domenica 12 agosto la serata sarà dedicata alle Voci Barocche.
Sarà di nuovo l’Ensemble Pentarte con la formazione di musica antica con Marta Vulpi (Soprano), Francesco Beverini (Violino), Alessandro Soldani (Clarinetto) e Luca Lupi (Chitarra) ad introdurci nel mondo della musica che dal 1600 si spinge fino all’Ottocento ed oltre, grazie al gusto, mai perduto, di stupire e divertire gli ascoltatori, con costruzioni e lazzi audaci. Fra i musicisti in programma Johann Sebastian Bach, John Dowland, Niccolò Paganini, Giovanni Paisiello e Antonio Vivaldi.

I brani che precederanno il concerto saranno letti da Ivan Vincenzo Cozzi, e Brunella Petrini.

Il programma completo può essere scaricato a questo link: https://argillateatri.files.wordpress.com/2018/08/musica-nel-chiostro-programma1.pdf

 

 

 

Torniamo in scena dal 10 al 15 aprile 2018. Torniamo in scena perché Le Città Invisibili è un progetto in continua evoluzione. Va oltre la scrittura di Calvino di cui abbiamo parlato diffusamente nei post precedenti, è fatto delle intuizioni registiche, degli apporti attoriali, del modificarsi di trucchi e costumi, del comporsi delle scenografie.

Pian piano, inoltre, si evolverà per diventare itinerante. Già quest’anno, complice la forma di Ar.Ma Teatro dove siamo stati ospiti per il concorso del DOIT Festival, abbiamo cominciato a rendere ravvicinato e reale l’incontro di Kublai Kan con il pubblico.

Sono cambiate due attrici ed il lavoro ostinato e luminoso che hanno fatto ha dato dei risultati concreti.
Anche per il Kan nuovi movimenti, nuove relazioni e poi due nuove città: Eutropia, la città fatta di infinite altre città che si popolano quando si è stanchi della propria vita e Irene la città che si può solo immaginare e della quale non si può parlare o forse della quale si parla sempre e soltanto…

Dal 10 al 15 aprile saremo di nuovo in scena a Sala Uno Teatro, lì dove “i giardini di magnolie” e la grande terrazza di Kublai Kan prendono una forma antica come le arcate antiche di Roma.

Venerdì 6 aprile alle 17.30 lo spettacolo verrà presentato alla Biblioteca Penazzato di Roma con regista e attori della compagnia e Fabrizio Scrivano (Professore di Letteratura Italiana dell’Università di Perugia), autore di Calvino e i corpi, Morlacchi editore.
Sarà un anticipo di viaggio, con le tre Marco Polo che ci narreranno alcune delle città.

 

 

Una performance dedicata all’acqua nella Giornata Mondiale dell’Acqua 2018, nel Parco degli Acquedotti a Roma. Sette acquedotti che rendevano Roma una delle città più ricche di acqua, sette opere d’ingegno idraulico che ancora oggi insegnano come si può distribuire un bene comune liberamente  e senza fare distinzioni di alcun genere.

Il Municipio Roma VII ha indetto questa giornata alla quale abbiamo partecipato sabato 24 e domenica 25 marzo con Le Acque delle Camene una storia legata alla leggenda della Ninfa Egeria e delle Camene, dee madri che, nell’incontro con la religione romana che onorava i triplici dei maschili, furono “declassate” a Ninfe, ma dal loro pensiero e dalle loro certezze è derivata la saggezza romana, il diritto, la cultura che Roma ha diffuso ovunque.

Le Camene cantavano e vaticinavano. Le loro profezie erano tenute in gran conto da chiunque.
Le nostre Camene sorgono da un incantesimo di suoni nei quali viene racchiuso il pubblico che si mette in uno stato di meditazione sull’acqua e sul suo significato.
Al termine di questo ingresso nel profondo del significato dell’acqua e dei suoi doni, ecco il racconto fatto di danza, movimenti, suoni. Un racconto per immagini che si staglia sullo sfondo dell’Acquedotto Claudio.

 

3 e 4 aprile Ar.Ma Teatro DOIT FESTIVAL dal 10 al 15 aprile TEATRO SALA UNO LE CITTA’ INVISIBILI di Italo Calvino

A Roma a Ar.Ma Teatro per il Doit Festival (3 e 4 aprile) e al Teatro Sala Uno (dal 10 al 15 aprile) viene presentato da Argillateatri con nuovi interpreti lo spettacolo Le Città Invisibili di Italo Calvino, fedele al testo calviniano, in un’operazione unica che mette in relazione letteratura e teatro. La regia di Ivan Vincenzo Cozzi sceglie 15 delle 55 città proposte dal celebre scrittore, affida ad Alessandro Vantini il ruolo di Kublai Kan e suddivide in tre il ruolo di Marco Polo interpretato da Roberta Lionetti, Brunella Petrini e Mariachiara Vigoriti.

 Le Città Invisibili di Italo Calvino è un diario di viaggio in luoghi straordinari, che racconta degli incontri tra l’imperatore tartaro Kublai Kan e Marco Polo, mercante veneziano, giunto alla sua corte. Il Kan vuole conoscere il suo sterminato regno e chiede a Polo di percorrere i suoi territori per raccontargli la forma e la vita delle città che lo costellano.  Ad ogni ritorno Polo narra a Kublai di città fantastiche: città di gioia e desiderio, città venate di rimpianti, città dell’assenza o della morte; città al confine fra reale e immaginario, che sfidano la logica e il tempo.

Affascinato ma scettico sui racconti del viaggiatore, il Kan lo incalza per avere risposte capaci di riaccendere le aspettative perse nel momento in cui ha raggiunto il possesso del suo regno e Marco, con la sua narrazione, riesce ad provocare nuove visioni e a rendere nuovo senso alle conquiste del Kan.

Il loro dialogo s’attarda fra segreti, iperboli, prospettive ingannevoli, mentre attorno prende forma qualcosa di nuovo, perché forse è vero, come dice il Kan, che ogni città altro non è che la descrizione di una sola, unica città. Quella perfetta.

Venerdì 6 aprile alle 17.30 lo spettacolo verrà presentato alla Biblioteca Penazzato di Roma con regista e attori della compagnia e Fabrizio Scrivano (Professore di Letteratura Italiana dell’Università di Perugia, autore di Calvino e i corpi, Morlacchi editore.

NOTE DI REGIA

Le Città Invisibili non è un testo teatrale e, secondo lo stesso Calvino, non è neanche un romanzo, ma un diario, un insieme di suggestioni. Eppure, anche senza farne un adattamento, siamo riusciti a creare una drammaturgia specifica lavorando sull’intreccio dei monologhi, delle azioni e delle musiche.

Fra le cinquantacinque scritte da Calvino, abbiamo scelto quindici città e dieci appartenenze: memoria, desiderio, segni, cielo, città sottili, occhi, scambi, città dei morti, città e nome, città continue basandoci sulla loro attualità, sui significati e sulle simbologie che le rendono espressione della necessità di un nuovo dialogo fra civiltà.

Uno dei fili conduttori è il viaggio, quello che intraprendiamo ogni giorno alla ricerca del nostro equilibrio, quello che ci induce alla scoperta di nuove possibilità, quello che può cambiarci intimamente anche se non lo sappiamo, ma anche quello che passa attraverso le nostre terre e i nostri mari, intrapreso da altri esseri umani come noi alla ricerca di una nuova pace e di nuove risposte.

Un altro è il sogno, quello che ci accompagna lungo il sonno, ma anche quello fatto dai nostri talenti e dalle nostre speranze, quello che ci viene in soccorso quando tutto sembra crollare, quello che ci offre il senso del provare, e del trovare e del non arrendersi di fronte alle difficoltà o agli orrori.

I dialoghi fra Polo e il Kan sono  stati scomposti e ricostruiti lasciando per lo più integro il testo originale e perseguire il senso più profondo che abbiamo dato alla lettura: ogni città rappresenta un aspetto diverso della città ideale che, quotidianamente ipotizziamo e speriamo. Ognuno di noi, infatti, giorno dopo giorno realizza una sua città, una metafora del proprio rapporto con la vita.

Ognuno si rapporta alla vita con quelle che sono le sue capacità e con i sensi che mette in campo per riuscire a leggere le proposte della vita. Ed ogni città rappresenta qualcosa di noi: sogni, vizi, dolori, immaginario, danza, paura.

Argillateatri

LE CITTÀ INVISIBILI
Personaggi e interpreti

Kublai Kan Alessandro Vantini
Marco Polo Roberta Lionetti, Brunella Petrini, Mariachiara Vigoriti

Regia Ivan Vincenzo Cozzi

Musiche originali Tito Rinesi

Selezione testi  Isabella Moroni

Scenografie Cristiano Cascelli

Costumi Marco Berrettoni Carrara

 Si ringrazia, per i costumi, l’atelier di Marina Sciarelli

 Disegno luci/suono Nino Mallia

Ufficio Stampa Carla Romana Antolini

Organizzazione Isabella Moroni


Martedì 3 e mercoledì 4 aprile, ore 20.45 –  Ar.Ma Teatro via Ruggero di Lauria, 22 Ingresso 12 €, ridotto 10 € e 8€

Da martedì 10 a domenica 15 aprile, ore 21.00 Teatro Sala Uno Piazza di Porta S. Giovanni, 10

Ingresso 15 €, ridotto 10 €

 Venerdì 6 aprile, ore 17.30

Incontro con Fabrizio Scrivano Biblioteca Pennazzato –29744708_2140813609533876_3251662539222123265_o Via Dino Pennazzato, 112 (Ingresso Libero)

Nel parco di Villa De Sanctis, fra ruderi antichi e installazioni contemporanee c’è questo luogo che costruisce ogni giorno progetti, rende possibili sogni e desideri, si apre a creazioni diverse e coinvolgenti. La Casa della Cultura del Municipio V in questi giorni d’attesa per le feste, ospita una delle proposte di Argillateatri capaci di amalgamare le arti e la cultura.

In collaborazione con il Centro Culturale Municipale Giorgio Morandi, verrà realizzata una residenza artistica del pittore Carlo Gori, che utilizzerà gli spazi interni ed esterni del Casale per lavorare al meglio su alcune opere artistiche e restituire il tutto alla visione degli spettatori nell’ultimo giorno della residenza: il 17 dicembre 2017.
Con lui lavoreranno altri artisti e ci saranno continui scambi di proposte culturali, letterarie e teatrali.

Nei giorni di sabato 16 e domenica 17 sarà possibile incontrare il pubblico per interagire con tutti coloro che vorranno portare idee e attenzione, oppure vorranno realizzare, assieme  ulteriori opere.

Negli ultimi giorni di Residenza sarà inoltre possibile assistere alla performance teatrale Il Minotauro, come all’estemporanea di pittura dal vivo dello stesso Gori.

È Tutto Arte. Una Residenza di sette giorni.
Carlo Gori che ha dedicato al quartiere anni di lavoro e di creazioni diverse, sempre attente anche alle questioni sociali e alla voce di tutti. Anche dei meno ascoltati.
Vi invitiamo a venire a scambiare idee e creatività, ad ascoltare narrazioni fatte con le parole o con i colori.

È Tutto Libero. È Tutto Arte.

INFO:
Casa della Cultura – Via Casilina, 665 – ROMA
GIORNI ED ORARI
 GIOVEDI 14 
11:00 – 16:00
 VENERDI 15
11:30 – 14:00
 SABATO 16
15:00 – 21:00
 DOMENICA 17
11:00 – 21:00

Nella messa in scena di quest’anno de Le Città Invisibili, ci sono nuovi gesti.
Gesti antichi del lavoro, gesti magici , gesti ritmati, oppositivi, accoglienti.

Il mercato è sempre una sorpresa. Chi è questo mercante veneziano che prende forma in tre donne che arrivano in un’alba appena interrotta dalla voce del Muezzin che chiama alla preghiera? Da dove vengono, quali fiumi hanno navigato, quali mari, attraverso quali deserti sono passate?

Lo raccontano i loro abiti, che sembrano, come le tuniche dei cantori Fakir del Bengala Occidentale, fatte di incontri e di ricordi: una collana dal deserto, una gonna dalle vallate, una giacca dall’ultimo campo di battaglia soccorso.

Lo raccontano loro stesse quando narrano al Kan delle città più magiche incontrate, quelle che non esistono, eppure sono i nostri specchi.

Porteranno le incertezze del Kan a diventare conoscenza, la stessa che loro detengono per storia e per magia.

 

… nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non credere mai che si possa smettere di cercarla.
Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero-

Così concludiamo le nostre Città Invisibili. La città perfetta esiste e sta nascendo. Ancora oggi, anche se non riusciamo più neanche ad immaginarla.
La città perfetta è in continuo divenire. Quando sembra conclusa, ecco che un tarlo la perfora, scavando e rodendo alcune delle sue certezze. È allora che la città perfetta si disfa un poco per poi ricostruirsi in una nuova direzione.

Se fosse un tessuto avrebbe infinite trame e, forse, anche orditi. Avrebbe nodi e ricami e fori e ripensamenti e colori diversi.
Eppure, anche se così tormentata, lei perfettamente continua a nascere. Sparsa perché è ormai così vasta da non potersi dipanare su un solo telaio; ma sempre dentro i confini dell’Impero.

Che sia questo l’impero sterminato di Kublai Kan o il nostro confine interiore, la città perfetta continuerà a nascere e a riprendere forma, nonostante le avversità, le iperboli, i cambi di rotta.

E nessuno può mai smettere di  cercarla.

 

Le foto sono di Piero Bonacci