Il Marinaio


da F. Pessoa | Regia Ivan Vincenzo Cozzi

“Tre donne attendono l’alba in una veglia funebre dell’amica morta.
All’alba scompariranno e, dunque, per credersi reali e  poter affermare di aver davvero vissuto, nella lunga veglia si racconteranno l’un l’altra una storia intessuta dei loro sogni.
E’ la storia del Marinaio che, naufragato su un’isola deserta, a sua volta sogna un passato ed una Terra d’origine che non ha mai avuto…”

Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni afferma Prospero nella Tempesta di Shakespeare. Ma di che materia son dunque fatti questi sogni?

Le tre donne di Pessoa, narrando,  introducono la possibile soluzione  del   significato dell’esperienza più soggettiva e irrepetibile che esista, trasmissibile solo attraverso la mediazione delle parole che usiamo  per raccontarlo e quindi inscindibilmente legato alla poesia.

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