23 marzo 2011

Continua sempre più subdola e mistificante la vergogna di uno Stato che ha della cultura una considerazione pari a zero.

La scelta, approvata quest’oggi dal Consiglio dei Ministri, di reintegrare i fondi del FUS attraverso un aumento di qualche centesimo della benzina è una vera e propria offesa al mondo della cultura.
Per molteplici motivi.

In primo luogo perchè crea un conflitto fra i cittadini che si sentono ancora una volta “spremuti” ed i fruitori del sostegno alla cultura che, come si sa non sono direttamente gli attori, i danzatori o i registi, ma il più delle volte le produzioni,le fondazioni, le associazioni.

Quindi perchè fare questo assomiglia un po’ a dire “levatevi dalle scatole con i vostri scioperi, con le vostre interruzioni degli spettacoli ed il vostro inutile vociare e prendetevi quest’elemosina!”.
Un’elemosina che non vi faccio io Stato, ma che vi fate da soli.
Anzi, per aumentare la rabbia, l’impotenza ed il conflitto, quest’elemosina sanno costretti a farvela anche i vostri concittadini, anche quelli che della cultura se ne fregano.

Terzo: ancora una volta è il cittadino a farsi carico delle emergenze sociali. Finanzia i lavavetri, le badanti, la ricerca sulle malattie rare, i senzatetto, i terremoti e le frane nostrane, i precari, i cassintegrati e gli operai ricattati. Li finanzia in varie forme, dalla carità alle donazioni, dallutilizzo dei propri risparmi alle assunzioni in piena regola.

Infine, questo Stato italiano così scientemente avverso alla cultura ha festeggiato i suoi 150 anni di vita giocando tutte le sue manifestazioni, tutta lasua esteriorità proprio sulla cultura. Ha imbandierato i teatri, ha scomodato i maestri più famosi, ha fatto scendere in campo in tutte le città musicisti, scrittori, attori, artisti affinchè parlassero di quest’importante anniversario, affinchè lo proponessero, lo caldeggiassero, se ne facessero garanti. Loro che potevano.
Loro, le donne e gli uomini di cultura che ancora hanno una faccia da spendere in confronto alle facce impresentabili dei governanti.
Lo Stato italiano per festeggiare ha sfruttato la cultura come un tempo (e forse ancora oggi) si sfruttavano gli operai, le donne e i minatori.

La cultura non è solo un bene, è l’unico strumento libero e diffuso che ogni cittadino ha per sconfiggere la schiavitù fisica e intellettuale, per fuggire dall’oppressione, per immaginare un futuro, per imparare la curiosità, per liberarsi dall’appiattimento, per poter parlare, per non farsi umiliare, confondere, usare.
E questo strumento è vitale per uno Stato, è la sua carta d’identità, ma anche quella di credito. Quando il peso economico si polverizza resta quello della conoscenza e della consapevolezza. Resta quello della capacità di dialogare, di far circolare le idee, di innovare, di inventare… quello della cultura.

Per questo uno Stato dovrebbe inchinarsi e offrire tutto il sostegno e l’appoggio possibile, anche nella crisi più profonda, perchè dovrebbe sapere chè solo puntando sulle persone si potrà ottenere una rinascita.

Invece no, si preferisce continuare a nutrire il disinteresse, ad aizzare lo scontro fratricida, a gonfiare i divari e rimestare la confusione.
Si preferisce dire: “Sbigatevela fra di voi. Io ho fatto quello ceh volevo e quello che avevo promesso. Voi rappresentanti della cultura non avrete più nulal da protestare e i cittadini perchè si dovrebbero lamentareo? In fondo due centesimi in più sulla benzina non limita la loro mobilità e tantomeno il loro bisogno di cultura!”.

E’ triste il paese che non rispetta il suo futuro.

http://ping.fm/78pFc


19 marzo 2011

sto provando Ping…


Dal laboratorio di Villa Castelli.

2 settembre 2009

beni2Villa Castelli è piena di sole e di tufo rosa e, finalmente ha anche piovuto.

Frequentano il laboratorio 6 allievi attori: Adriana, Andrea, Brunella, Carlo, Floriana, Giulia. Poi ci sono i due insegnanti di percussioni.

Sono brasiliani di Bahia: Edfran e Andrè. Andrè insegna anche la Capoeira.

Il laboratorio funziona. Le persone lavorano con attenzione e sono pronte a mettere a frutto il proprio impegno e l’opportunità che hanno.

Tutti hanno già fatto qualcosa. Tutti sembrano essere curiosi dell’esperienza. Era tanto che non si vedeva una simile partecipazione.

Tutto è pace ed energia. Il cortile affaccia sulla Gravina, una fenditura di roccia ricoperta di macchia mediterranea verde e selvaggia, mentre la montagna è rosa, tufo e calanchi.

Le persone del Paese sono curiose: chi siete, cosa fate, da dove venite, quanto restate…

E sono gentili.

Il lavoro funziona molto bene.

Duro ed efficace.

Interessanti soprattutto Adriana, Brunella e Floriana. Fanno belle cose.

Ma anche Carlo è una vera scoperta.

Ieri percorso bendati nella Gravina. Uno choc molto positivo.

Nessuno si lamenta.

Alla ricerca del cambiamento di impostazione del vivere, del parlare, del mangiare, del camminare.

La postura del corpo che esprime quello che si sta facendo.

Cercare di usare i principi anche quando si gioca. Non sprecarsi.

Pian piano le persone cambiano l’atteggiamento.

Qualcuno ci crede davvero come Carlo, per qualcuno è “aria”, importante e reale come per Adriana,

Altri hanno ancora molte difese, ma sono attenti per quanto riescono a tenere l’attenzione.

Fantastico è il lavoro sulle percussioni, la camminata sul ritmo e la capoeira che impegna tutti e tutti diverte moltissimo.


LABORATORIO RESIDENZIALE INTENSIVO DI TEATRO IN PUGLIA | 28 agosto – 6 settembre

19 luglio 2009

donna arciere1“PER UN TEATRO DI LIBERAZIONE”

SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL PRIMO
LABORATORIO RESIDENZIALE INTENSIVO 2009
La Selva dei Buskers – Villa Castelli (Brindisi)

28 agosto – 6 settembre 2009

Il laboratorio rappresenta la prima fase del progetto “Per un teatro di liberazione” destinato alla formazione di attori professionisti ed alla realizzazione di alcuni spettacoli di teatro sia in strada, sia su palco.

La partecipazione al Laboratorio è libera e aperta a chiunque voglia sperimentare la propria creatività e  mettere in luce la sensibilità personale.

Per gli attori. Questo training migliora la capacità d’ascolto, di sensibilità e d’intuizione; può ampliare la capacità di comunicare, può far scoprire o ri-conoscere la natura e le potenzialità della propria creatività.

Per tutti. Questo percorso rappresenta una reale possibilità di sperimentare e scoprire un nuovo e rinnovato rapporto con il corpo.

Non ci sono limitazioni o impedimenti alla partecipazione; saranno favoriti coloro che, sensibili e indagatori della vita per propria natura, si rendano disponibili a concretizzare momenti collettivi di osservazione ed esperienza sulla natura della vita e dell’arte.

PROGRAMMA DELLA SETTIMANA

Il programma indicativo di massima è il seguente:

Alba
TAI CHI CHUAN

Stile yang – sequenza prima parte: la terra

Mattina
LABORATORIO TEATRALE

Esercizi basilari riscaldamento, scioglimento, rilassamento.
Catena fisica di improvvisazione, elaborazione materiali, partitura fisica.
L’accessorio e le sue caratteristiche in relazione alla creatività: uso e scoperta dell’accessorio
Tecniche di lavoro propedeutico al lavoro dell’attore, lavoro sui principi teatrali.

ALLESTIMENTO INDIVIDUALE DEL LUOGO SEGRETO
I partecipanti saranno invitati alla creazione del proprio “luogo segreto”.
Qui ciascuno lavorerà individualmente sul tema proposto o su un testo sviluppandolo secondo le tecniche indicate.
Il luogo segreto dell’attore è il suo spazio di rappresentazione.

Pomeriggio
WORKSHOP di PERCUSSIONI AFRO-BRASILIANE
Il ritmo e’ alla base di ogni azione vitale; il respiro e’ ritmo, l’ energia e’ ritmo, il movimento e’ ritmo.
Le percussioni sono in grado di segnare un vero e proprio “cammino evolutivo” migliorando la qualità e il rapporto con le nostre emozioni, contribuendo alla più completa auto guarigione e facendocisentire anche più centrati e armoniosi.
Nel lavoro teatrale il ritmo rappresenta il filo conduttore delle azioni, delle battute e della stessa drammaturgia.
La sperimentazione pratica del ritmo, attraverso l’uso degli strumenti a percussione, diventa dunque funzionale al lavoro dell’ attore, nonche’ un valido metodo per lo sviluppo della sensibilita’ e della personalita’ musicale di ognuno.

LAVORO SPECIFICO PER IL TRAMPOLO
Esercizi a terrra, il grounding, i 3 passi del Samurai, la danza che predilige il rapporto con la terra.
Primi passi sui trampoli: equilibrio, passi coordinati, disequilibrio.
Improvvisazione e danza; danza a solo, in coppia e a tre. Il bastone, cadute, risalite da terra (da soli e con assistenza).
Finalità del lavoro sarà quella di prendere in esame un brano musicale di Igor Stravinskij e preparare una coreografia su trampoli con danzatrice a terra.

Tramonto
TAI CHI CHUAN

“TURNING”
La “preparazione alla notte”: girare su se stessi al crepuscolo, quando la luce si trasforma in oscurità il dentro e il fuori si assomigliano. E può succedere di vedere cose mai viste prima.

Sera
L’ARTE DI FARE IL PANE

Il pane come arte dell’impastare.

MASSAGGIO E TECNICHE DI RILASSAMENTO E FIDUCIA
Tecniche di massaggio: massaggio testa, tronco, arti mani, piedi.
Automassaggio.

Conducono il laboratorio

IVAN VINCENZO COZZI (formazione teatrale, tai chi chuan, massaggio e tecniche di rilassamento)
Attore, regista, performer, ha scambiato numerose esperienze con i gruppi storici delle avanguardie teatrali (Living Theatre, Odin Teatret). Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore approfondendo le tecniche psicofisiche del teatro occidentale e di quello orientale e sperimentando le energie che contribuiscono alla realizzazione dell’opera.
Ha progettato e realizzato eventi, partecipato a produzioni di Festival e Rassegne nazionali ed internazionali ed ha preso parte a spettacoli televisivi e cinematografici.
Insegna il Tai Chi Chuan che ha appreso dal maestro Grant Muradoff.

EDFRAN BISPO (ritmi e percussioni afro-brasiliane)
nato a Salvador de Bahia, culla delle religioni afro-brasiliane è cresciuto nell’ambiente tradizionale del culto degli Orixas di cui regge il titolo di alabè nel Terreiso della propria famiglia. Seguendo la vocazione di ballerino e percussionista anche nella vita professionale, si è formato all’istituto SESC e alla Scuola  di danza classica del Teatro Comunale di Salvador entrando a far parte dell’omonimo corpo di ballo.
Giunto in Europa con diverse compagnie di danza folclorica quali Brasil Tropical, Oba Oba e Festival Brasil, ha approfondito il suo rapporto con la danza africana collaborando il Belgio con Madre Afrique di Maurice Bejart.
Vive attualmente in Italia dove è apparso sui palcoscenici di opere classiche quali Aida e Otello, in diverse città italiane.

PER UN TEATRO DI LIBERAZIONE

QUANDO: 28 agosto – 6 settembre 2009

DOVE: La Selva dei Buskers – Via Mascagni – Villa Castelli (Brindisi)
Villa Castelli
,
d’origine antica (come attestano i reperimenti della Necropoli di Pezza Petrosa, risalenti al neolitico) è la propaggine più meridionale della Murgia Pugliese, che domina come da una grande terrazza tutta la piana jonico-salentina ponendosi a metà strada fra Taranto e Brindisi. Attraversata da una Gravina (Parco delle gravine dell’arco jonico) è una cittadina ricca di storia e di notevoli luoghi di interesse naturalistico e artistico.

ISCRIZIONI: entro il 23 agosto 2009

PARTECIPANTI: Il numero minimo di partecipanti è 10, quello massimo 15.

ALLOGGIO: stanze con letti a castello e letti singoli, 2 bagni in comune, salone, palestra

CUCINA: I pasti saranno preparati in maniera casalinga e semplice. Il menù sarà senza carne e biologico.

COSA PORTARE: L’alloggio non è fornito della biancheria da letto e di coperte. Portare lenzuola e/o sacco a pelo; asciugamani, abiti comodi da lavoro, scarpe da ginnastica ritmica (per palestra, libri, cd, cassette, strumenti musicali, penna e quaderno…

VIAGGIO: E’ previsto un pulmino in partenza da Roma andata e ritorno.

COME SI RAGGIUNGE: Da Roma – Autostrada A1 – a Caserta Sud prendere l’uscita per l’Autostrada A30 (direzione Avellino – Salerno – Bari). Proseguire fino a Nola, quindi immettersi sull’Autostrada A16 (direzione Canosa – Bari). Proseguire per circa 140 Km, quindi prendere l’uscita direzione Taranto – Lecce – Brindisi. Immettersi sulla SS7 (direzione Lecce – Grottaglie – Brindisi). Uscire a Grottaglie e proseguire verso S. Giorgio Jonico. Prendere la SP 24 per circa 10 Km direzione Villa Castelli. (distanza totale 562 Km –  tempo di percorrenza previsto 6 ore)

Strada Alternativa – Da Roma Autostrada A24 (Roma – L’Aquila – Pescara) quindi Autostrada A25 direzione Pescara Nord. Prendere l’uscita per l’Autostrada A14 (direzione Francavilla – Bari – Pescara) prendere l’uscita direzione Taranto – Lecce – Brindisi. Immettersi sulla SS7 (direzione Lecce – Grottaglie – Brindisi). Uscire a Grottaglie e proseguire verso S. Giorgio Jonico. Prendere la SP 24 per circa 10 Km direzione Villa Castelli. (distanza totale 508 Km – tempo di percorrenza previsto 6 ore)

Dal Nord è preferibile percorrere tutta l’Autostrada A14 fino all’uscita direzione Taranto – Lecce – Brindisi. Immettersi sulla SS7 (direzione Lecce – Grottaglie – Brindisi). Uscire a Grottaglie e proseguire verso S. Giorgio Jonico. Prendere la SP 24 per circa 10 Km direzione Villa Castelli. (distanza totale circa 1000 Km – da Milano tempo di percorrenza previsto 10 ore).

INFO 0677071899 – 067811545 – 3683258777
argillateatri@gmail.com


direttore artistico: Attore, regista, performer, ha scambiato numerose esperienze con i gruppi storici delle avanguardie teatrali  (Living Theatre, Odin Teatret). Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore approfondendo le tecniche psicofisiche del teatro occidentale e di quello orientale e sperimentando le energie che contribuiscono alla realizzazione dell’opera.
Ha progettato e realizzato eventi, partecipato a produzioni di Festival e Rassegne nazionali ed internazionali ed ha preso parte a spettacoli televisivi e cinematografici.
Insegna il Tai Chi Chuan che ha appreso dal maestro Grant Muradoff.direttore artistico: Attore, regista, performer, ha scambiato numerose esperienze con i gruppi storici delle avanguardie teatrali (Living Theatre, Odin Teatret). Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore approfondendo le tecniche psicofisiche del teatro occidentale e di quello orientale e sperimentando le energie che contribuiscono alla realizzazione dell’opera.Ha progettato e realizzato eventi, partecipato a produzioni di Festival e Rassegne nazionali ed internazionali ed ha preso parte a spettacoli televisivi e cinematografici.Insegna il Tai Chi Chuan che ha appreso dal maestro Grant Muradoff.

Osteria dell’Argilla a Montefiascone

8 giugno 2009

Osteria dell’Argilla a Montefiascone Ieri domenica abbiamo fatto visita ai nostri amici e soci di Argillateatri Kay Mc Carthy e Piero Ricciardi a Montefiascone, dove si sono trasferiti da qualche tempo e dove abitano una casa deliziosa, su tre piani e nel centro storico del paese.
Al piano terra, con accesso dalla strada, c’è un locale che è sede della sezione di Montefiascone dell’Associazione The Way to the Indies – Argillateatri  e che vogliamo diventi un centro di attività culturali.

In questi locali infatti oltre alla nostra sede, cosa ci faremo? Cosa sarà possibile farci? Quale progetto culturale possiamo avviare?
Le potenzialità sono enormi e noi siamo pieni di idee.
In definitiva vorremmo avviare una attività culturale che favorisca l’aggregazione di artisti (musicisti, pittori, attori, poeti, letterati….) in condizioni naturali e fuori dagli schemi istituzionali; un luogo dove creare e sviluppare sinergie artistiche e culturali.

Per questo dobbiamo dare una caratterizzazione precisa al locale.
Una fraschetta, come quella di una volta  dove bere del buon vino e assaggiare cibi semplici. Dobbiamo approfittare del fatto che Montefiascone è una delle capitali del buon vino per ridare al vino stesso la sua funzione aggregativa e socializzante condita da eventi sempre diversi e improntati alla spontaneità.

Si può dar vita a serate di musica un cui soprattutto giovani artisti utilizzano un piccolo palco… come avveniva una volta al Folkstudio di Giancarlo Cesaroni al quale sarà dedicata una prima programmazione.
Si potranno inventare serate dedicate a letture di poesia con poeti, attori e letterati che si cimentano e presentano le proprie opere, oppure letture teatralizzate di testi su argomenti monografici (india, mare, briganti, miti, viaggi…) ed ancora presentazioni di libri  mostre di fotografia, performances…

Il progetto dell’Osteria dell’Argilla potrebbe partire ed iniziare la sua attività in settembre, quando la calda l’estate si avvia verso l’autunno per ritrovare il tepore del buon bicchiere di vino nuovo seduti nel calore dell’arte …

Chi vuole essere tra i promotori?
Chi vuole contribuire e essere tra gli organizzatori?
Con quali idee?
Chi è pronto a mescolare la sua Arte ai Sapori Divini?

Vi aspettiamo!


Tutti al Carnevalone Liberato! Poggio Mirteto ci attende.

28 febbraio 2009

poggio1E’ un paese magico dove si parla una lingua incomprensibile, che nasconde storie di fantasmi e di draghi, torri d’avvistamento e fortificazioni, battaglie e lotte per la libertà. Ma più che altro Poggio Mirteto è il paese che nel 1861 si liberò dallo Stato Pontificio chiedendo l’annessione al Regno d’Italia ed attorno a questo evento è nata una leggenda che negli ultimi trent’anni si è trasformata in una delle feste più popolari, trasgressive e spontanee che esistano in Italia. Il Carnevalone Liberato.

Il Carnevalone liberato, festa anticlericale per antonomasia, festa libertaria ed anarchica, capace di far satira e dar fuoco a qualsiasi politico che si sia contraddistinto per qualche assurdità. Amici e nemici.

Nella grande Piazza, per i vicoli e le stradine che s’arrampicano per il paese antico, dalle terrazze che s’affacciano su un orizzonte verde striato di rosso e viola nel tramonto, la folla si moltiplica e sembra come morsa dal genio della follia e dell’abbandono alla gioia.
Travestiti, in maschera oppure no, tutti corrono, scherzano, parlano a voce alta, si chiamano fra loro, o si fermano a guardare tutto quello che c’è e ce n’è per tutti i gusti.
Si mangiano salsicce e porchetta e la minestra di fagioli, mentre in una padella dal diametro infinito friggono delle pizze speciali dolci o salate e tutto s’annega in bottiglie piene di vino rosso che passano di mano in mano, di bocca in bocca.

E nella piazza c’è musica d’ogni genere e d’ogni tipo: rock metal, rap, etnica e popolare e poi le bande sempre tantissime, ordinate e disordinate, che  si inseguono e si scontrano, si suonano sopra e si contrappongono continuando a girare lungo il perimetro della piazza assieme ai trampolieri, ai giocolieri, alla mangiafuoco ormai ageè, al duo dell’uccellatore su trampoli con il suo uccello dagli innumerevoli richiami e a tutti quelli che arrivano, anche senza essere stati invitati, con i loro spettacoli e la loro creatività.

Scendono dall’arco che porta alla città vecchia le parate musicali, arrivano i danzatori volteggiando su una struttura di carta che cela un cuore d’acrobazia, fra vetri e chiodi si destreggia un fachiro, Diana continua a trasformare i bambini in tigri, gatti, leoni, principesse e mostri truccandoli con colori naturali, mentre al centro della piazza i grandi immancabili tappeti dove i più piccoli giocano col Kapla si contendono lo spazio con le grandi mongolfiere che a rotazione lanciano nel cielo lampi di colore e di calore.

A Poggio Mirteto questo Carnevalone ha tutti i crismi del vero carnevale: la kermesse, la liberazione dalle regole e dalle leggi, la rabbia e l’impotenza dei Carabinieri che vorrebbero frenare gli effetti di fumo, alcool ed allegria, ma che poi  finiscono sempre a pattugliare fra insulti, scherzi e lazzi.

E’ la festa della trasgressione come non se ne vedono più in giro e dura fino a sera inoltrata, quando si brucia il “bammoccio”, quel grande pupazzo di legno e stoffa che entra in scena alla fine delle feste popolari per essere bruciato come atto dirompente e conclusivo della festa.
E quando anche l’ultima scintilla s’è ridotta cenere ecco salire fra le stelle e la prima falce di luna i fuochi d’artificio mentre in piazza entra l’ultima protagonista della festa. E’ la “pantasima” una pupazza anche lei, vecchia e stregonesca, dalle grosse tette infarcite di mortaretti che scoppiettano mentre lei balla in cerchio e tutt’attorno si compone il grande girotondo che avanza ed indietreggia, gira, si ferma e ricomincia in senso inverso.
Il girotondo dove si ride, si cade, ci si spinge, si rotola, ci si rialza mentre la Pantasima prende fuoco ed il fuoco illumina gli occhi dei tutti e gli occhi riscaldano la notte e la città ed il fuoco stesso, fino a che la piazza non resta vuota.

 


L’Uccello di Fuoco accende Piazza Mattei.

22 febbraio 2009


E’ stata una serata gelida ed interessante.

La performance è fluida e ben costruita. Il pubblico l’ha apprezzata e forse vale la pena di approfondirla, di farla crescere e presentarla nei festival e nelle rassegne della prossima estate.

Intanto la portiamo al Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto.


Omaggio a Stravinskij | Trampoli e danza a Piazza Mattei.

17 febbraio 2009

enzovasc1Sarà l’evento “Il Pugno di Boccioni” ad aprire il sipario sulle manifestazioni del centenario futurista a Roma.

Una serata futurista (con musica, teatro, danza, performance, esposizioni e videoarte), nata da un’idea di Giuseppe Casetti, in attesa della mezzanotte del 20 febbbraio, data ufficiale della celebrazione del Futurismo.
 
Fra le molteplici iniziative in programma alle ore 18 la serata si aprirà con l’Omaggio a Stravinskij di ArgillaTeatri, una partitura fisica per trampoli e danza nata dalla collaborazione con il Centro Incontro delle Arti Vulcano Metropolitano e con la costumeria CNT Vincenzo Canzanella entrambe di Napoli.

Sulla musica dell’Uccello di Fuoco, l’antica favola russa si dipanerà lungo le strade raccontando dell’incontro fra il  Principe Ivan Tsarevitch e l’Uccello di Fuoco, della Principessa prigioniera e dell’Orco che tutti i viaggiatori tramuta in pietra. Ed infine della lotta contro l’orrendo mostro che culminerà con l’annientamento del suo potere e con la liberazione della Principessa.

Stravinskij fu molto interessato alle opere dei musicisti futuristi italiani ed ebbe molteplici scambi anche con altri esponenti del Futurismo (Giacomo Balla, ad esempio, realizzò le scenografie per il suo balletto “Feu d’artifice”).
Ma non solo, poichè quest’anno il centenario del Futurismo si mescola inscindibilmente con quello dei Ballet Russes di Sergej Djagilev e di Vaslav Nijinsky, di cui l’Uccello di Fuoco è stato una delle più acclamate coreografie.

I costumi del Principe e del Mostro sono ispirati ad alcuni dipinti di Depero dei quali riprendono le geometrie di cerchi e triangoli seppur ingentilite da decorazioni più “morbide”.
La partitura per trampoli nasce proprio dalla musica, assolutamente teatrale, scissa dalla narrazione, contenitore vibrante per tutte le azioni possibili: acrobazie e lotte, grandi ali e maschere s’intrecciano con temi di danza contemporanea, oggetti simbolici, tecniche di teatro gestuale.

Dal Futurismo vengono, invece i movimenti “meccanici”, le colorazioni assolute, gli slanci esteriori, la sensazione (che solo il trampolo sa dare) di  rigidità ed automatismo che si contrappone con estrema efficacia  alla morbidezza umana della danza.

In scena, diretti da Ivan Vincenzo Cozzi, storico trampoliere, performer e regista racconteranno l’Uccello di Fuoco:
Antonello Casalini (il Principe), Silvia Cozzi (l’Uccello di Fuoco), Laura Petrini (il Mostro)
con la partecipazione della danzatrice Cinzia Scott nel ruolo della Principessa.
- Balletto futurista: partitura fisica per trampoli e danza
musiche di Igor Stravinskij
regia Ivan Vincenzo Cozzi
a cura di Argillateatri in collaborazione con il Centro Incontro delle Arti di   Napoli.
costumi CNT Vincenzo Canzanella
Piazza Mattei dalle ore 18


Laboratorio di Trampoli 7, 8 febbraio

13 febbraio 2009

E così il laboratorio dei Trampoli, dopo una interruzione di una settimana si è potuto svolgere.
Giorgio, Pasquale ed io siamo stati ospitati nella sala di lavoro di Silvia Cozzi (Raggi di Luna).
La sala,  piccola ma accogliente, è situata fuori Roma: a Montopoli Sabina (Rieti) dove ci siamo recati tutti insieme con il glorioso furgone di Argillateatri.

Pur essendo in una bella campagna in mezzo agli ulivi, non ne abbiamo  goduto in pieno perché il sabato era piovoso e la domenica un timido sole si proponeva tra grosse nuvole minacciose.
E il tempo,  pur essendo piovoso e freddo, è trascorso rapidamente.

Appena arrivati  abbiamo lavorato per riscaldare fisicamente il nostro corpo.
Gli esercizi sono continuati  con esercizi di scioglimento e di rilassamento.
Alla voce abbiamo dedicato una serie di esercizi basilari per poter dare e acquisire i principi del training attoriale.

La nostra ricerca è continuata con lo studio della Azione Teatrale; azione fisica significante che implica un movimento fisico nello spazio. In definitiva:  come usare teatralmente nello spazio scenico la energia fisica dell’attore.

All’ora di pranzo insieme abbiamo fraternamente  condiviso il cibo che ognuno aveva portato.
Dopo pranzo il lavoro ha ripreso con esercizi di riscaldamento e di preparazione allo specifico  lavoro  dei trampoli.

E così Giorgio ha potuto saggiare per la prima volta l’emozione di salire sui trampoli, bassi all’inizio.
Pasquale, più esperto e già costruttore di trampoli, lo ha seguito  sui trampoli da un metro…..
Come avere ritmo, come camminare, come usare gli stop, come  danzare…

E mentre facevamo tutto questo è venuto a trovarci Antonello che, da provetto, ci ha emozionato……
Così sono trascorse due bellissime giornate che ci hanno fatto conoscere, incontrare, impostare il lavoro del Training  Attoriale e ci ha permesso di usare in modo corretto i TRAMPOLI.

Ora l’appuntamento è alla prossima volta, con l’impegno di procurarci una prossima volta e magari avere un luogo fisico dove lavorare con continuità (tre volte a settimana per tre ore).

Abbiamo bisogno di uno spazio adeguato che voglia ospitarci.
Che voglia contribuire a che gente volenterosa come Giorgio e Pasquale possa completare la propria Formazione Professionale e diventare Attori Professionisti in un Gruppo capace di entusiasmare tutti con la propria Bravura Scenica.

SI ALZI IL SIPARIO!
In bocca al Lupo!

Ivan


Workshop di Trampoli. Tecniche ed uso dell’accessorio

17 gennaio 2009

workshop di trampoliSei incontri per acquisire la tecnica e la maestria in uno dei più interessanti e versatili strumenti di teatro: i trampoli.

Spesso non immaginiamo neanche quante cose si possano fare dall’alto dei trampoli. Azioni teatrali, danze, narrazioni, poesie.

Gli incontri sono previsti, a partire da sabato 24 gennaio, per 3 weekend consecutivi, per un totale di 15 ore ciascuno:

Sabato 24 gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 25  gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Sabato 31gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 1 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17
Sabato 7 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 8 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Programma:
Il training fisico, riscaldamento, scioglimento, rilassamento.
L’accessorio e le sue caratteristiche in relazione alla creatività; uso e scoperta dell’accessorio.
Lavoro specifico per il trampolo: esercizi a terrra, il grounding, i 3 passi del Samurai, la danza che predilige il rapporto con la terra.
Primi passi sui trampoli: equilibrio, passi coordinati, disequilibrio. Improvvisazione e danza; danza a solo, in coppia e a tre. Il bastone, cadute, risalite da terra (da soli e con assistenza).

Finalità del lavoro sarà quella di prendere in esame un brano musicale di Igor Stravinskij e preparare una coreografia su trampoli con danzatrice a terra.

Fra tutti i partecipanti saranno scelti alcuni artisti che si esibiranno in un evento portando come performance la coreografia studiata.

Sono ammessi attori, danzatori, performer e principianti, con una preparazione fisica fondamentale.

Livelli di lavoro:
BASE per principianti
MEDIO per conoscitori
AVANZATO per esperti

Il work shop è adatto anche a chi, già conoscendo i trampoli, voglia migliorare le proprie capacità e sviluppare un lavoro fisico che li metta in grado di creare una partitura fisica teatrale.
METODOLOGIE APPLICATE: Grotowswki – Odin teatret – Stanislawski – Actor Studio ed i successivi sviluppi di Dominique De Fazio (Teatro Poetico)

Si accede al laboratorio sostenendo un colloquio di selezione con valutazione da parte del trainer.

Il workshop è condotto da Ivan Vincenzo Cozzi
attore, regista, performer, ha lavorato con i gruppi storici delle avanguardie teatrali (Living Theatre, Odin Teatret). Ha al suo attivo numerosi spettacoli e rassegne. Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore, approfondendo le tecniche psicofisiche sia del teatro occidentale che di quello orientale.
Tutti li interessati sono pregati di inviare una mail con i propri dati e curriculum all’indirizzo:
argillateatri@gmail.com

o di chiamare i numeri:
0677071899 – 3683258777

i posti disponibili sono limitati.


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