Osteria dell’Argilla a Montefiascone

8 Giugno 2009

Osteria dell’Argilla a Montefiascone Ieri domenica abbiamo fatto visita ai nostri amici e soci di Argillateatri Kay Mc Carthy e Piero Ricciardi a Montefiascone, dove si sono trasferiti da qualche tempo e dove abitano una casa deliziosa, su tre piani e nel centro storico del paese.
Al piano terra, con accesso dalla strada, c’è un locale che è sede della sezione di Montefiascone dell’Associazione The Way to the Indies – Argillateatri  e che vogliamo diventi un centro di attività culturali.

In questi locali infatti oltre alla nostra sede, cosa ci faremo? Cosa sarà possibile farci? Quale progetto culturale possiamo avviare?
Le potenzialità sono enormi e noi siamo pieni di idee.
In definitiva vorremmo avviare una attività culturale che favorisca l’aggregazione di artisti (musicisti, pittori, attori, poeti, letterati….) in condizioni naturali e fuori dagli schemi istituzionali; un luogo dove creare e sviluppare sinergie artistiche e culturali.

Per questo dobbiamo dare una caratterizzazione precisa al locale.
Una fraschetta, come quella di una volta  dove bere del buon vino e assaggiare cibi semplici. Dobbiamo approfittare del fatto che Montefiascone è una delle capitali del buon vino per ridare al vino stesso la sua funzione aggregativa e socializzante condita da eventi sempre diversi e improntati alla spontaneità.

Si può dar vita a serate di musica un cui soprattutto giovani artisti utilizzano un piccolo palco… come avveniva una volta al Folkstudio di Giancarlo Cesaroni al quale sarà dedicata una prima programmazione.
Si potranno inventare serate dedicate a letture di poesia con poeti, attori e letterati che si cimentano e presentano le proprie opere, oppure letture teatralizzate di testi su argomenti monografici (india, mare, briganti, miti, viaggi…) ed ancora presentazioni di libri  mostre di fotografia, performances…

Il progetto dell’Osteria dell’Argilla potrebbe partire ed iniziare la sua attività in settembre, quando la calda l’estate si avvia verso l’autunno per ritrovare il tepore del buon bicchiere di vino nuovo seduti nel calore dell’arte …

Chi vuole essere tra i promotori?
Chi vuole contribuire e essere tra gli organizzatori?
Con quali idee?
Chi è pronto a mescolare la sua Arte ai Sapori Divini?

Vi aspettiamo!


Tutti al Carnevalone Liberato! Poggio Mirteto ci attende.

28 Febbraio 2009

poggio1E’ un paese magico dove si parla una lingua incomprensibile, che nasconde storie di fantasmi e di draghi, torri d’avvistamento e fortificazioni, battaglie e lotte per la libertà. Ma più che altro Poggio Mirteto è il paese che nel 1861 si liberò dallo Stato Pontificio chiedendo l’annessione al Regno d’Italia ed attorno a questo evento è nata una leggenda che negli ultimi trent’anni si è trasformata in una delle feste più popolari, trasgressive e spontanee che esistano in Italia. Il Carnevalone Liberato.

Il Carnevalone liberato, festa anticlericale per antonomasia, festa libertaria ed anarchica, capace di far satira e dar fuoco a qualsiasi politico che si sia contraddistinto per qualche assurdità. Amici e nemici.

Nella grande Piazza, per i vicoli e le stradine che s’arrampicano per il paese antico, dalle terrazze che s’affacciano su un orizzonte verde striato di rosso e viola nel tramonto, la folla si moltiplica e sembra come morsa dal genio della follia e dell’abbandono alla gioia.
Travestiti, in maschera oppure no, tutti corrono, scherzano, parlano a voce alta, si chiamano fra loro, o si fermano a guardare tutto quello che c’è e ce n’è per tutti i gusti.
Si mangiano salsicce e porchetta e la minestra di fagioli, mentre in una padella dal diametro infinito friggono delle pizze speciali dolci o salate e tutto s’annega in bottiglie piene di vino rosso che passano di mano in mano, di bocca in bocca.

E nella piazza c’è musica d’ogni genere e d’ogni tipo: rock metal, rap, etnica e popolare e poi le bande sempre tantissime, ordinate e disordinate, che  si inseguono e si scontrano, si suonano sopra e si contrappongono continuando a girare lungo il perimetro della piazza assieme ai trampolieri, ai giocolieri, alla mangiafuoco ormai ageè, al duo dell’uccellatore su trampoli con il suo uccello dagli innumerevoli richiami e a tutti quelli che arrivano, anche senza essere stati invitati, con i loro spettacoli e la loro creatività.

Scendono dall’arco che porta alla città vecchia le parate musicali, arrivano i danzatori volteggiando su una struttura di carta che cela un cuore d’acrobazia, fra vetri e chiodi si destreggia un fachiro, Diana continua a trasformare i bambini in tigri, gatti, leoni, principesse e mostri truccandoli con colori naturali, mentre al centro della piazza i grandi immancabili tappeti dove i più piccoli giocano col Kapla si contendono lo spazio con le grandi mongolfiere che a rotazione lanciano nel cielo lampi di colore e di calore.

A Poggio Mirteto questo Carnevalone ha tutti i crismi del vero carnevale: la kermesse, la liberazione dalle regole e dalle leggi, la rabbia e l’impotenza dei Carabinieri che vorrebbero frenare gli effetti di fumo, alcool ed allegria, ma che poi  finiscono sempre a pattugliare fra insulti, scherzi e lazzi.

E’ la festa della trasgressione come non se ne vedono più in giro e dura fino a sera inoltrata, quando si brucia il “bammoccio”, quel grande pupazzo di legno e stoffa che entra in scena alla fine delle feste popolari per essere bruciato come atto dirompente e conclusivo della festa.
E quando anche l’ultima scintilla s’è ridotta cenere ecco salire fra le stelle e la prima falce di luna i fuochi d’artificio mentre in piazza entra l’ultima protagonista della festa. E’ la “pantasima” una pupazza anche lei, vecchia e stregonesca, dalle grosse tette infarcite di mortaretti che scoppiettano mentre lei balla in cerchio e tutt’attorno si compone il grande girotondo che avanza ed indietreggia, gira, si ferma e ricomincia in senso inverso.
Il girotondo dove si ride, si cade, ci si spinge, si rotola, ci si rialza mentre la Pantasima prende fuoco ed il fuoco illumina gli occhi dei tutti e gli occhi riscaldano la notte e la città ed il fuoco stesso, fino a che la piazza non resta vuota.

 


L’Uccello di Fuoco accende Piazza Mattei.

22 Febbraio 2009


E’ stata una serata gelida ed interessante.

La performance è fluida e ben costruita. Il pubblico l’ha apprezzata e forse vale la pena di approfondirla, di farla crescere e presentarla nei festival e nelle rassegne della prossima estate.

Intanto la portiamo al Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto.


Omaggio a Stravinskij | Trampoli e danza a Piazza Mattei.

17 Febbraio 2009

enzovasc1Sarà l’evento “Il Pugno di Boccioni” ad aprire il sipario sulle manifestazioni del centenario futurista a Roma.

Una serata futurista (con musica, teatro, danza, performance, esposizioni e videoarte), nata da un’idea di Giuseppe Casetti, in attesa della mezzanotte del 20 febbbraio, data ufficiale della celebrazione del Futurismo.
 
Fra le molteplici iniziative in programma alle ore 18 la serata si aprirà con l’Omaggio a Stravinskij di ArgillaTeatri, una partitura fisica per trampoli e danza nata dalla collaborazione con il Centro Incontro delle Arti Vulcano Metropolitano e con la costumeria CNT Vincenzo Canzanella entrambe di Napoli.

Sulla musica dell’Uccello di Fuoco, l’antica favola russa si dipanerà lungo le strade raccontando dell’incontro fra il  Principe Ivan Tsarevitch e l’Uccello di Fuoco, della Principessa prigioniera e dell’Orco che tutti i viaggiatori tramuta in pietra. Ed infine della lotta contro l’orrendo mostro che culminerà con l’annientamento del suo potere e con la liberazione della Principessa.

Stravinskij fu molto interessato alle opere dei musicisti futuristi italiani ed ebbe molteplici scambi anche con altri esponenti del Futurismo (Giacomo Balla, ad esempio, realizzò le scenografie per il suo balletto “Feu d’artifice”).
Ma non solo, poichè quest’anno il centenario del Futurismo si mescola inscindibilmente con quello dei Ballet Russes di Sergej Djagilev e di Vaslav Nijinsky, di cui l’Uccello di Fuoco è stato una delle più acclamate coreografie.

I costumi del Principe e del Mostro sono ispirati ad alcuni dipinti di Depero dei quali riprendono le geometrie di cerchi e triangoli seppur ingentilite da decorazioni più “morbide”.
La partitura per trampoli nasce proprio dalla musica, assolutamente teatrale, scissa dalla narrazione, contenitore vibrante per tutte le azioni possibili: acrobazie e lotte, grandi ali e maschere s’intrecciano con temi di danza contemporanea, oggetti simbolici, tecniche di teatro gestuale.

Dal Futurismo vengono, invece i movimenti “meccanici”, le colorazioni assolute, gli slanci esteriori, la sensazione (che solo il trampolo sa dare) di  rigidità ed automatismo che si contrappone con estrema efficacia  alla morbidezza umana della danza.

In scena, diretti da Ivan Vincenzo Cozzi, storico trampoliere, performer e regista racconteranno l’Uccello di Fuoco:
Antonello Casalini (il Principe), Silvia Cozzi (l’Uccello di Fuoco), Laura Petrini (il Mostro)
con la partecipazione della danzatrice Cinzia Scott nel ruolo della Principessa.
- Balletto futurista: partitura fisica per trampoli e danza
musiche di Igor Stravinskij
regia Ivan Vincenzo Cozzi
a cura di Argillateatri in collaborazione con il Centro Incontro delle Arti di   Napoli.
costumi CNT Vincenzo Canzanella
Piazza Mattei dalle ore 18


Laboratorio di Trampoli 7, 8 febbraio

13 Febbraio 2009

E così il laboratorio dei Trampoli, dopo una interruzione di una settimana si è potuto svolgere.
Giorgio, Pasquale ed io siamo stati ospitati nella sala di lavoro di Silvia Cozzi (Raggi di Luna).
La sala,  piccola ma accogliente, è situata fuori Roma: a Montopoli Sabina (Rieti) dove ci siamo recati tutti insieme con il glorioso furgone di Argillateatri.

Pur essendo in una bella campagna in mezzo agli ulivi, non ne abbiamo  goduto in pieno perché il sabato era piovoso e la domenica un timido sole si proponeva tra grosse nuvole minacciose.
E il tempo,  pur essendo piovoso e freddo, è trascorso rapidamente.

Appena arrivati  abbiamo lavorato per riscaldare fisicamente il nostro corpo.
Gli esercizi sono continuati  con esercizi di scioglimento e di rilassamento.
Alla voce abbiamo dedicato una serie di esercizi basilari per poter dare e acquisire i principi del training attoriale.

La nostra ricerca è continuata con lo studio della Azione Teatrale; azione fisica significante che implica un movimento fisico nello spazio. In definitiva:  come usare teatralmente nello spazio scenico la energia fisica dell’attore.

All’ora di pranzo insieme abbiamo fraternamente  condiviso il cibo che ognuno aveva portato.
Dopo pranzo il lavoro ha ripreso con esercizi di riscaldamento e di preparazione allo specifico  lavoro  dei trampoli.

E così Giorgio ha potuto saggiare per la prima volta l’emozione di salire sui trampoli, bassi all’inizio.
Pasquale, più esperto e già costruttore di trampoli, lo ha seguito  sui trampoli da un metro…..
Come avere ritmo, come camminare, come usare gli stop, come  danzare…

E mentre facevamo tutto questo è venuto a trovarci Antonello che, da provetto, ci ha emozionato……
Così sono trascorse due bellissime giornate che ci hanno fatto conoscere, incontrare, impostare il lavoro del Training  Attoriale e ci ha permesso di usare in modo corretto i TRAMPOLI.

Ora l’appuntamento è alla prossima volta, con l’impegno di procurarci una prossima volta e magari avere un luogo fisico dove lavorare con continuità (tre volte a settimana per tre ore).

Abbiamo bisogno di uno spazio adeguato che voglia ospitarci.
Che voglia contribuire a che gente volenterosa come Giorgio e Pasquale possa completare la propria Formazione Professionale e diventare Attori Professionisti in un Gruppo capace di entusiasmare tutti con la propria Bravura Scenica.

SI ALZI IL SIPARIO!
In bocca al Lupo!

Ivan


Workshop di Trampoli. Tecniche ed uso dell’accessorio

17 Gennaio 2009

workshop di trampoliSei incontri per acquisire la tecnica e la maestria in uno dei più interessanti e versatili strumenti di teatro: i trampoli.

Spesso non immaginiamo neanche quante cose si possano fare dall’alto dei trampoli. Azioni teatrali, danze, narrazioni, poesie.

Gli incontri sono previsti, a partire da sabato 24 gennaio, per 3 weekend consecutivi, per un totale di 15 ore ciascuno:

Sabato 24 gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 25  gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Sabato 31gennaio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 1 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17
Sabato 7 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
Domenica 8 febbraio
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

Programma:
Il training fisico, riscaldamento, scioglimento, rilassamento.
L’accessorio e le sue caratteristiche in relazione alla creatività; uso e scoperta dell’accessorio.
Lavoro specifico per il trampolo: esercizi a terrra, il grounding, i 3 passi del Samurai, la danza che predilige il rapporto con la terra.
Primi passi sui trampoli: equilibrio, passi coordinati, disequilibrio. Improvvisazione e danza; danza a solo, in coppia e a tre. Il bastone, cadute, risalite da terra (da soli e con assistenza).

Finalità del lavoro sarà quella di prendere in esame un brano musicale di Igor Stravinskij e preparare una coreografia su trampoli con danzatrice a terra.

Fra tutti i partecipanti saranno scelti alcuni artisti che si esibiranno in un evento portando come performance la coreografia studiata.

Sono ammessi attori, danzatori, performer e principianti, con una preparazione fisica fondamentale.

Livelli di lavoro:
BASE per principianti
MEDIO per conoscitori
AVANZATO per esperti

Il work shop è adatto anche a chi, già conoscendo i trampoli, voglia migliorare le proprie capacità e sviluppare un lavoro fisico che li metta in grado di creare una partitura fisica teatrale.
METODOLOGIE APPLICATE: Grotowswki – Odin teatret – Stanislawski – Actor Studio ed i successivi sviluppi di Dominique De Fazio (Teatro Poetico)

Si accede al laboratorio sostenendo un colloquio di selezione con valutazione da parte del trainer.

Il workshop è condotto da Ivan Vincenzo Cozzi
attore, regista, performer, ha lavorato con i gruppi storici delle avanguardie teatrali (Living Theatre, Odin Teatret). Ha al suo attivo numerosi spettacoli e rassegne. Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore, approfondendo le tecniche psicofisiche sia del teatro occidentale che di quello orientale.
Tutti li interessati sono pregati di inviare una mail con i propri dati e curriculum all’indirizzo:
argillateatri@gmail.com

o di chiamare i numeri:
0677071899 – 3683258777

i posti disponibili sono limitati.


La Città Dadisè

30 Luglio 2008

Il titolo è un gioco di parole che mescola l’offerta (dare) al gioco (dadi?) ed il gioco all’arte (dada?).

Un titolo che ha ritmo e quel tono scanzonato e quotidiano che in realtà caratterizza l’intera manifestazione.

Un progetto nato da alcune Associazioni operanti nel Municipio Roma VII (che si erano conosciute durante i lavori della Consulta della Cultura) per partecipare al bando dell’Estate Romana decentrata.

Ce l’abbiamo fatta. A Roma non è facile ed i problemi non sono mancati.
Ma ora, che abbiamo concluso quasi tutta la parte organizzativa siamo davvero felici di presentare uno dei più ricchi programmi dell’Estate Romana nelle periferie e questo grazie alla presenza, alla collaborazione ed al sostegno di molte Associazioni e alla capacità degli artisti di mettersi al servizio dell’iniziativa.

“LA CITTÀ DADISÉ”
La Roma dei segni differenti
Rassegna di storie diverse nel Parco Madre Teresa di Calcutta – Municipio VII

2 – 7 settembre 2008

a cura di
Ass. Teatrale The Way to the Indies – Argilla Teatri, Ass. Culturale UnAmletoditroppo,
Ass. Cult. Michele Testa – TorSapienza, Ass. Culturale G.B. Studio

con il sostegno delle Biblioteche Comunali
Raffaello, Rodari e Quarticciolo

e di
Coop No Profit Fuori Posto

La rassegna “La città Dadisé” ideata all’interno del Parco Madre Teresa di Calcutta, è una proposta artistica nata dal coordinamento di quattro associazioni che operano nel VII Municipio e che partono dall’identità del territorio per costruire un dialogo di più ampio respiro con la città.
Partendo dal concetto del mosaico come espressione e forma in cui la nostra diversità artistica si lega, abbiamo inteso la rassegna come un luogo in cui accogliere i vari segni dell’identità, della differenza,dei confini.
L’Ata, che vede come capofila l’associazione The Way to the Indies-Argilla Teatri, ha lavorato interrogando il senso del luogo, cercando di accrescere il valore e le potenzialità costituite in esso: il parco come luogo principale di attraversamento, di confronto e scambio, di sosta, collante urbano e filtro tra l’uomo e la città.
La nostra idea è quella di costruire una proposta articolata in cui il parco non è soltanto luogo di eventi artistici di teatro e musica ma anche spazio di un possibile accrescimento delle relazioni in uno specifico contesto urbano, sociale, culturale, non perdendo di vista la duplice ottica della dimensione cittadina e municipale.

I contenuti artistici sono pensati per rispondere al “segno” individuato proprio nella comprensione del concetto di “esperienza culturale del territorio e valorizzazione della stessa”.
Il segno sarà dunque la “diversità” intesa come diversità culturale, di espressione e di genere, ma anche diversità di aggregazioni che all’interno del progetto possono scambiarsi, integrarsi, contaminarsi.

Quindi più generi e più linguaggi: musica e teatro; donne e culture, provocazioni e tradizioni, libri ed abilità di diverso genere ed arti visive capaci di fornire un percorso unitario all’interno del quale posizionare i vari elementi pronti allo scambio.
Il senso è quello di realizzare nel Municipio VII un’idea diversa di fare arte basata sulla cultura popolare, sullo scambio di esperienze e sulla valorizzazione del territorio.


Musica, pensieri e poesia per l’anima

24 Marzo 2008

Venerdì 28 Marzo, ore 21,00

Libreria BIBLI

via dei fienaroli, 28 – 00153 Roma

MUSICA, PENSIERI E POESIA PER L’ANIMA

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un percorso fra letture, suoni e ritmi dall’Oriente al Medio Oriente; un viaggio fra emozioni e immaginazione.

Rumi, Hikmet, Krishnamurti e strumenti dal mondo.

  
con 
Oscar Bonelli, polistrumentista e voce
Ivan Vincenzo Cozzi, attore.
Ingresso 5 euro.

VI ASPETTIAMO!!

 

info: Argillateatri 0677071899 – Libreria Bibli 06 5884097 -06 5814534

Tempo di progetti

28 Gennaio 2008
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E’ il periodo più divertente di tutta la stagione.
Quando ci si mette a progettare utto quello che si vorrebbe fare nell’anno che verrà.

Quando ci si prepara per ricevere un sacco di “no” da istituzioni, privati, direttori artistici e direttori di teatro.
Ma ogni volta si arriva con la certezza che sarà un sì, che quest’anno -finalmente- potrà vincere la qualità e non l’appartenenza politica, l’amicizia o il clan.

Così anche ArgillaTeatri, nella sua veste di promotore di festival,  sta progettando la sua estate.

Chiediamo, dunque, a tutti gli artisti (italiani o stranieri) che lavorano sulla performance, il teatro fisico, il teatro di strada, ma anche ai musicisti (musica popolare, etnica, acustica…), ai danzatori, ai cantastorie ed ai poeti di mandarci i loro materiali,  qualche foto, link o quant’altro.

Al momento sono solo progetti che vorremmo condividere con quelli di voi che stanno facendo la stessa strada.

Potete inviare i materiali ad

argillateatri@gmail.com

o, per posta a

Ass. Teatrale The Way to the Indies
Via della Caffarelletta, 33
00179 ROMA


I Fucanoli

12 Gennaio 2008
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Un lavoro durato tre anni, per realizzare un progetto multimediale, completamente autoprodotto, su un’antica tradizione: I Fucanoli, i fuochi rituali che accendono la festa di S. Antonio Abate nella Città di Campagna.

 I “Fucanoli”, sono un rito antichissimo dalle origini pagane che si sposa con la processione di Sant’Antonio Abate lungo le strade e nei rioni della città di Campagna (Salerno). Il percorso è segnato da tanti falò, grandi cataste di legna, vecchi tronchi d’olivo ormai secchi, ramoscelli e ciocchi, un fuoco che scoppia e sale e vortica, avvolge i passanti in una folata di calore insopportabile, lotta con forza ed allegria contro il vento gelato.

Il progetto multimediale “I Fucanoli” è una raccolta di testimonianze, memorie e tradizioni che getta uno sguardo completo ed articolato sulla manifestazione utilizzando due punti di vista che si integrano e si supportano l’un l’altro: il folklore e l’antropologia culturale.

Un progetto che ha come obiettivo recuperare, mantenere e diffondere, anche al di fuori dei confini del territorio di Campagna, il senso e la storia di una tradizione unica, vista nella sua interezza, nel suo intreccio di simbologie sacre e profane e nel suo mutare e rinnovarsi nel tempo.

Il progetto è composto da un DVD della durata di 1 h e 39 minuti confezionato in DVDbox trasparente completo di copertina; da un booklet di 51 pagine ed è confezionato in cofanetto cartonato e cellophanato.
Il costo del DVD è di Euro, 18,00 ed è acquistabile inviando una mail ad argillateatri@gmail.com.

Scheda editoriale